Sempre più pazienti a Verona

Maggio e giugno si confermano i mesi più difficili per chi soffre di allergie stagionali. A pesare è soprattutto l’impollinazione delle graminacee, particolarmente diffuse nella Pianura Padana, a cui si aggiungono pollini come betulla, parietaria – ormai presente tutto l’anno – e olivo.

Nella stagione primaverile sono circa 5 mila i nuovi pazienti trattati, che si sommano agli oltre 12 mila già seguiti dall’Allergologia e Asma Center dell’Aoui di Verona. L’allergia stagionale, con manifestazioni respiratorie, cutanee o asmatiche, rappresenta infatti una delle principali cause di asma bronchiale sia negli adulti che nei bambini, rendendo necessario un approccio integrato tra allergologi, pneumologi e pediatri.

Negli ultimi anni si registra un aumento dei casi e una durata più lunga dei sintomi. Tra le cause: cambiamenti climatici, peggioramento della qualità dell’aria, modifiche nelle abitudini alimentari. Cresce anche la cosiddetta polisensibilizzazione, cioè la presenza di più allergie nello stesso paziente. Oggi il problema interessa circa il 25% dei veronesi, con un impatto significativo sulla qualità della vita. Accanto ai farmaci sintomatici, sono disponibili terapie preventive come l’immunoterapia specifica.

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Attenzione all’allegria nei bambini

Particolare attenzione va riservata ai bambini e alle donne in gravidanza. L’asma infantile colpisce il 10-12% della popolazione pediatrica ed è la patologia cronica più frequente in età evolutiva. Intervenire precocemente è fondamentale: una gestione inadeguata può compromettere lo sviluppo della funzionalità polmonare futura. Proprio per questo è stato attivato un centro specialistico dedicato all’asma pediatrico, con l’obiettivo non solo di controllare la malattia, ma di arrivare alla sua remissione.

Anche negli adulti l’asma, che riguarda circa l’8% della popolazione, richiede diagnosi precoce e aderenza alla terapia. Se ben controllata, consente una vita normale, inclusa l’attività sportiva. Nei casi più gravi, oggi si utilizzano farmaci biologici mirati, disponibili in ambito ospedaliero.

Fondamentale resta l’informazione: riconoscere i sintomi e iniziare subito le cure può fare la differenza, evitando complicanze e migliorando significativamente la qualità della vita.