Lo strano caso di Verona

(paolo danieli) Vallo a capire tu che cosa c’è nella testa della gente. Prendi Verona. Considerata una delle città più di destra d’Italia. Nel 2022 fanno le elezioni e vince un sindaco di sinistra.

D’altra parte era successo anche nel 2002. Sempre per errori del centrodestra. Si vede che ogni 20 anni ci dobbiamo fare del male da soli. La prossima cazzata è da attendersi per il 2042. Staremo a vedere. Chi vivrà vedrà.
Né ai capi dei vari partiti la cosa dev’essere stata indigesta più di tanto. Vabbè -avranno pensato- capita. Sarà per un’altra volta. Anche perché nessuno dei responsabili locali è stato rimosso. Tanto che a un anno dalle elezioni dovrebbero essere loro a indicare il candidato sindaco della coalizione. Valli a capire tu.

VERONA 25

E vai a capire anche quelli della giunta Tommasi. Sembra che facciano di tutto per non essere più votati. Tanto – penseranno-, perso per perso, divertiamoci un po’. Non verremo più rieletti, ma almeno ci togliamo qualche soddisfazione. Come la loro crociata ideologica contro gli automobilisti. Per loro dovrebbero andare tutti a piedi. Al massimo, quelli che hanno più fretta, in bicicletta. Per cui bisogna scoraggiare chi ha il vizietto di andare in macchina. E allora avanti con ZTL e divieti vari. E -perché no?- rendendo anche la corsie per la auto più anguste allestendo piste ciclabili surreali che usano pochissimi.

E anche quella di lasciare le strade della città piene di buche, potrebbe anche avere uno scopo pedagogico rivolto agli automobilisti, finalizzato a dissuaderli a circolare. Perché, se proprio vogliono farlo, è a rischio e pericolo delle loro ruote. Peggio ancora per chi usa moto e scooter. I soldi invece vanno a costruire le piste ciclabili e a coccolare i ciclisti. 

Ma attenzione però: sono una minoranza. E alle elezioni peseranno di più i ciclisti coccolati o gli automobilisti incazzati?
Certo non saranno solo l’ideologia biciclettara o le difficoltà messe a chi si muove con l’auto a determinare il risultato. Ci sarà anche tanto altro. Prima fra tutti una certa supponenza di gran parte di coloro che siedono a Palazzo Barbieri e una scarsa empatia con i veronesi.

Ma attenzione: il risultato potrebbe essere ribaltato da un altro errore del centrodestra.