Un sistema produttivo resiliente ma chiamato a confrontarsi con scenari sempre più complessi: è il quadro emerso dalla 64ª Assemblea di Confimi Apindustria Verona, che ha riunito il mondo delle PMI scaligere per il rinnovo dei vertici e un confronto sulle prospettive economiche.

Nel corso dell’incontro, ospitato il 5 maggio al Gardaland Magic Hotel di Peschiera del Garda, è stata sancita la continuità alla guida dell’associazione: Claudio Cioetto è stato riconfermato presidente per il triennio 2026–2029. Contestualmente nominato il nuovo Consiglio direttivo, composto da Maria Paola Carlesi, Roberta Dal Colle, Luigi Dal Prete, Alessia Faggioni, Marco Gatti, Luca Ghibellini, Silvia Lovato, Luca Mirandola, Andrea Nardi, Massimo Ongaro, Nadia Ragno, Paola Ruffo e Barbara Setti.

L’assemblea si è svolta in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica, volatilità energetica e difficoltà nel reperimento di personale, elementi che stanno mettendo sotto pressione il sistema delle piccole e medie imprese. Da qui la richiesta di maggiore coordinamento tra imprese, istituzioni e politica, oltre a strumenti concreti per sostenere la competitività.

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Nella sua relazione, Cioetto ha ribadito il ruolo centrale del tessuto produttivo locale, evidenziando tuttavia un indebolimento delle relazioni tra i principali attori economici. Tra le priorità indicate: attrattività del territorio, politiche abitative e formazione integrata, temi strettamente connessi alla capacità delle imprese di crescere e innovare.

Sul piano economico, il presidente ha segnalato l’aumento degli ordinativi esteri, a conferma della vocazione internazionale del territorio, ma anche la perdita di 164 imprese nel 2025, dato che evidenzia fragilità strutturali da non sottovalutare.

Ampio spazio è stato dedicato agli scenari internazionali con l’intervento dell’analista geopolitico Dario Fabbri, che ha sottolineato come energia e controllo delle rotte commerciali rappresentino oggi leve decisive nella competizione globale, con ricadute dirette sui costi e sulla capacità produttiva delle imprese.

Il confronto è proseguito con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Valentina Burati, che ha coinvolto esponenti del mondo imprenditoriale e professionale, affrontando temi chiave come energia, export, competitività e investimenti.

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Tra gli interventi, la presidente del Gruppo Donne Marisa Smaila ha richiamato l’attenzione sulla necessità di superare le disparità di genere, puntando su merito e competenze come criteri guida. La presidente del Gruppo Giovani Matilde Breoni ha invece evidenziato il ruolo delle nuove generazioni, sottolineando l’importanza della capacità di adattamento e innovazione in contesti instabili.

Infine, Patrizia Aquironi, presidente del Distretto di Legnago, ha ribadito il valore delle PMI come presidio di competenze e identità produttiva, ponendo l’accento sul tema dell’energia come fattore strategico per la sopravvivenza delle imprese.

L’assemblea ha così delineato un messaggio chiaro: rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e territorio è una condizione indispensabile per affrontare le sfide globali e sostenere lo sviluppo del sistema produttivo veronese.

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