L’assessore Bissoli punta ad un intervento radicale

(Claudio Beccalossi) Ancora uno spicchio di città nel degrado che, forse e finalmente, troverà soluzione. 
La… location? Il fabbricato dismesso di circa 145 mq (un’ex distributore di carburanti con autolavaggio) in un’area di 640 mq (oggi utilizzata in maniera informale, non avendo ancora una finalità ufficiale, come parcheggio selvaggio), alla congiunzione di viale Gabriele D’Annunzio (dall’invidiabile patrimonio di ville Liberty ben conservate) e dei giardini pubblici dedicati al medico, antropologo e criminologo Marco Ezechia Lombroso, detto Cesare (Verona, 6 novembre 1835 – Torino, 19 ottobre 1909) con via Goffredo Mameli (verso Porta Trento o Porta San Giorgio).

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Nel cassetto il progetto di riqualificazione dell’ex-distributore

Si tratta d’uno spazio di proprietà comunale (nell’ambito del Parco delle Mura Magistrali, la cui gran parte del sistema difensivo è ubicata sulla riva sinistra del fiume Adige) che vivacchia nell’abbandono dal termine della concessione per l’attività nel 2004. Ritornato nel patrimonio comunale, poco alla volta ha subito l’invasione di vegetazioni spontanee e rampicanti che stanno avendo il sopravvento nell’occultarlo. Fogliame inselvatichito, pure su tabelle indicative, che nessuno si preoccupa di potare. Non togliere radicalmente di mezzo, tipo quanto fatto di recente abbattendo ben 62 tigli in via Preare, durante i lavori di realizzazione d’una pista ciclopedonale verso Parona. 

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Il programma di riqualificazione dell’area (già rimandato di amministrazione in amministrazione), preannunciato il 21 aprile scorso dall’assessore Barbara Bissoli (Pianificazione territoriale, Urbanistica, Beni culturali e paesaggio, Parità di genere. Edilizia privata e Patrimonio) punta ad un radicale intervento che faccia andare d’accordo priorità pubbliche, compatibilità economica e fruizione storico-culturale della superficie trascurata da troppo tempo ed inserita nel più ampio sito urbano ed ambientale dal  riconoscimento Unesco

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Il Comune, dopo aver considerato e scartato altri rimedi, ha optato per la compartecipazione di privati nelle fasi di progettazione, attuazione e gestione successiva.

Nello specifico, verrà reso noto un avviso per manifestazione d’interesse a presentare piani di riassetto e gerenza (secondo quanto indicato dall’art. 117 delle Norme Tecniche Operative del Piano degli Interventi) del luogo adesso allo sbando. Ciò consentirà di determinare al meglio prospetti idonei all’evoluzione della superficie fatiscente in sintonia con i suoi ruoli civici ed istituzionali, conservando la verifica pubblica su servizi e conduzione. 

L’ex-distributore: uno sgorbio

Il brutto sgorbio visivo, oggi come oggi, costituisce un ceffone assestato alla buona reputazione del luogo trafficato, a poca distanza da piazzetta San Giorgio e dal suo complesso monumentale di San Giorgio in Braida. Attrattiva storica, quest’ultima, che va a braccetto, dopo aver costeggiato lungadige San Giorgio, con il ponte Pietra (a destra) ed il Teatro Romano (a sinistra). Insomma, una porzione di città antica (dall’epoca romana a quelle scaligera, veneziana, asburgica) gettonatissima dai turisti. 

L’ormai catapecchia, in ogni caso, induce a qualche allarmismo per la sicurezza pubblica (a causa di parti instabili della tettoia, tipo ondulati in plastica, che necessiterebbero debite segnalazioni di divieto d’accesso e pericolo) e per i “lasciti” (un trolley ed una coperta imboscati in uno sgangherato pertugio-ripostiglio) di ipotetici ed ignoti frequentatori abusivi. 

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