(di Francesca Romana Riello) Alzheimer, sulle rette scatta l’allarme di Uneba:una normativa chiara sulle rette delle Rsa che assistono persone affette da Alzheimer e con elevato fabbisogno sanitario. È quanto chiede Uneba Veneto, che ha inviato una lettera al presidente della Regione Alberto Stefani, agli assessori competenti, alla presidente della Quinta Commissione consiliare Manuela Lanzarin e all’Avvocatura regionale. L’associazione, che riunisce 112 enti non profit del settore sociosanitario, avverte che senza un intervento il rischio è quello di mettere in difficoltà strutture, famiglie e, più in generale, l’intero sistema sociosanitario veneto.  

Alzheimer, sulle rette scatta l’allarme di Uneba

L’allarme

Al centro della questione ci sono le più recenti pronunce della Corte di Cassazione, che stanno alimentando un numero crescente di ricorsi da parte dei familiari delle persone affette da Alzheimer. In molti casi viene contestato il pagamento della retta, con richieste di restituzione o di rimborso delle somme versate negli anni, sulla base dell’interpretazione secondo cui il costo dell’assistenza dovrebbe essere sostenuto integralmente dal servizio sanitario pubblico.  

Le azioni legali vengono promosse nei confronti dei gestori delle strutture, che nel frattempo continuano a garantire l’assistenza agli ospiti pur facendo i conti con mancati incassi e richieste di rimborso. Secondo Uneba, se questo orientamento dovesse consolidarsi, la sostenibilità economica dei centri servizi verrebbe seriamente compromessa, con ripercussioni sull’intera rete dell’assistenza agli anziani fragili.  

Una parte consistente degli ospiti delle Rsa è composta da persone affette da Alzheimer o da altre patologie degenerative, ricorda l’associazione. Se tutte le famiglie decidessero di percorrere la strada dei ricorsi, il sistema sociosanitario regionale rischierebbe il collasso, mentre il bilancio della Regione sarebbe chiamato a sostenere costi di enorme entità. Il presidente di Uneba Veneto, Francesco Facci, parla di una situazione che potrebbe incidere pesantemente anche sui conti regionali, mettendo in discussione la tenuta dell’intero modello assistenziale.  

Le conseguenze, avverte Uneba, non si limiterebbero all’aspetto economico. Le strutture prive delle risorse necessarie potrebbero essere costrette a ridurre i servizi o, nei casi più gravi, a interrompere l’attività. A pagarne il prezzo sarebbero innanzitutto le famiglie, chiamate a trovare soluzioni alternative per i propri cari, ma anche gli ospedali, che vedrebbero aumentare ulteriormente la pressione sui reparti destinati ai pazienti più fragili.  

Alzheimer, sulle rette scatta l’allarme di Uneba

Le richieste alla Regione

Uneba Veneto chiede alla Regione un intervento legislativo e un confronto con il Governo per definire criteri chiari sulla compartecipazione alle spese per l’accoglienza nelle Rsa delle persone affette da Alzheimer e da altre patologie degenerative o psichiche. L’associazione propone inoltre un protocollo regionale che consenta di accertare il quadro clinico e il livello di assistenza necessario prima dell’ingresso nelle strutture, oltre a una disciplina precisa per gli ospiti già presenti nei centri servizi.  

Nella lettera viene sollevato anche un ulteriore nodo. Se l’assistenza ai malati di Alzheimer dovesse essere considerata prevalentemente sanitaria, osserva Uneba, si aprirebbe il tema dell’idoneità delle attuali Rsa ad accogliere pazienti con queste caratteristiche, dal momento che gli standard regionali distinguono le strutture sociosanitarie da quelle esclusivamente sanitarie. Un interrogativo che, secondo l’associazione, richiede una risposta chiara per evitare nuove incertezze.  

Rendere totalmente gratuita la permanenza in Rsa per chi soffre di Alzheimer, sottolinea infine Uneba, rischierebbe inoltre di creare una disparità rispetto alle famiglie che assistono il proprio caro a domicilio, sostenendo ogni giorno costi e sacrifici senza poter contare sugli stessi benefici. Per l’associazione è necessario un intervento normativo condiviso tra Regione e Governo: senza regole certe, avverte, il peso dell’incertezza continuerà a gravare su gestori, famiglie e, in ultima analisi, sull’intero sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti.  

IMG 7204