(di Francesca Romana Riello) Ex centrale Telecom, dopo trent’anni parte il recupero:trentatré nuovi alloggi, spazi commerciali al piano terra e autorimesse nei due livelli interrati. Dopo quasi trent’anni di abbandono si avvicina il recupero dell’ex centrale SIP/Telecom di via Leoncino, il grande complesso immobiliare che occupa i civici dal 37 al 51, tra l’estremità della strada di fronte all’Arena e vicolo Borella.
La Giunta ha licenziato per il passaggio in Consiglio comunale lo schema di convenzione presentato dalla società Leoncino Building Srl insieme agli elaborati progettuali dell’intervento. Il provvedimento, proposto dalla vicesindaca e assessora all’Edilizia privata Barbara Bissoli, è il primo passaggio amministrativo verso il recupero di un edificio inutilizzato dalla fine degli anni Novanta e da tempo in stato di degrado.
Il progetto prevede il cambio di destinazione d’uso da servizi pubblici a residenziale e commerciale, destinazioni già ammesse dal Piano degli Interventi. L’intervento interesserà soprattutto la parte centrale e più recente del complesso, dove le strutture interne saranno demolite e ricostruite, mentre saranno mantenute le facciate storiche su via Leoncino.

Da cinque palazzine alla centrale telefonica
In origine il complesso era formato da una cortina di cinque palazzine distinte, poi modificate a partire dalla metà del Novecento dalla società Telve per ospitare una centrale telefonica. Gli interventi realizzati nel corso degli anni portarono progressivamente alla creazione dell’attuale corpo di fabbrica unitario.
Con la cessazione dell’attività di Telecom alla fine degli anni Novanta, gli spazi rimasero vuoti e da allora il grande edificio nel cuore della città antica non ha più trovato una nuova funzione. Le facciate su via Leoncino saranno conservate; l’interno verrà invece profondamente ridisegnato, per adattare un edificio nato per ospitare impianti e uffici alle nuove funzioni residenziali e commerciali previste dal progetto.
Ex centrale Telecom, dopo trent’anni parte il recupero
Nel nuovo assetto i piani superiori ospiteranno 33 appartamenti, mentre gli spazi commerciali saranno concentrati al piano terra, con una porzione del primo piano collegata ai locali sottostanti. Complessivamente la superficie utile lorda passerà dagli attuali 6.854 metri quadrati a 6.302, dei quali 966 destinati alle attività commerciali e 5.336 alla residenza.
Il progetto prevede la realizzazione di nuovi cortili e cavedi centrali, necessari per garantire il doppio affaccio agli appartamenti, oltre alla completa riconfigurazione della copertura esistente. Ai due piani interrati saranno ricavate autorimesse e cantine al servizio delle abitazioni. L’accesso alle auto sarà da vicolo Borella, dove il progetto prevede anche ulteriori box e cinque posti per le moto.
Proprio sul lato di vicolo Borella è previsto l’arretramento di una parte della facciata dell’edificio, soluzione studiata per creare maggiore spazio e rendere più agevoli le manovre dei veicoli in ingresso e in uscita. La superficie complessiva si ridurrà rispetto alla situazione attuale, in uno dei punti più delicati del centro storico, a pochi passi dall’Arena e all’interno di un tessuto urbano sottoposto a diversi livelli di tutela.

Oltre un milione di euro tra contributi e standard
L’operazione prevede un contributo straordinario di sostenibilità di 751.437,88 euro. A questa cifra si aggiungono 325.713,78 euro per la monetizzazione degli standard urbanistici mancanti, relativi ai parcheggi e al verde pubblico, somma che sarà scomputata dagli oneri di urbanizzazione.
L’edificio si trova in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico legato alle Mura Magistrali e alle prescrizioni di tutela indiretta del Ministero della Cultura. Il progetto ha già ottenuto l’autorizzazione paesaggistico-ambientale e il via libera della Soprintendenza, accompagnato da alcune prescrizioni da rispettare nella fase esecutiva. Sono arrivati inoltre i pareri positivi delle Direzioni comunali Ambiente e Transizione ecologica e Pianificazione territoriale.
Con il via libera della Giunta, lo schema di convenzione e il progetto passano ora all’esame del Consiglio comunale. Un nuovo passaggio verso il recupero di uno degli immobili rimasti più a lungo inutilizzati nel cuore di Verona.

