(Angelo Paratico) San Rocco di Montpellier, noto come San Rocco (Montpellier, 1345/1350 – Voghera, 1376/1379), è stato un pellegrino e taumaturgo francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e patrono di numerose città e paesi.

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La chiesa di San Rocco a Quinzano

Sulle colline a nord della città di Verona, fra Avesa e Parona, si trova la frazione di Quinzano, dove sorge la chiesa di San Rocco. L’edificio, che si affaccia su via S. Rocco, sorge sotto al monte Cavro. Più in alto si trova l’antico eremo di San Rocchetto. La  chiesa, in origine dedicata a S. Alessandro, fu consacrata nell’844 d.C. ad istanza dell’Arcidiacono Pacifico, come risulta da un documento risalente al 1140 e conservato oggi presso la Biblioteca Capitolare.

Fra il 1478 e il 1480 Verona subì una terribile pestilenza, la morte nera era arrivata dall’estremo Oriente, raggiungendo picchi di mortalità del 60%. L’amministrazione municipale decise una processione che da San Giovanni in Valle si recasse al tempio di S. Alessandro di Quinzano, il 16 agosto, giorno di culto di S. Rocco, a cui vollero dedicare la chiesa. Questa sua tarda dedica spiega forse perché non si è trovata con i resti dei morti di peste.

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Con un atto pubblico, rogato il 19 luglio 1486, i canonici concessero la chiesa al Comune. Il Municipio di Verona continuò a provvedere alla chiesa fino al 1868, quando il Consiglio Comunale soppresse ogni partecipazione laica alle cerimonie religiose.

Si legge sulla scheda del Catalogo Generale dei Beni Culturali che: “Si deliberò la cessazione del juspatronato su San Rocco, volendolo restituire al Capitolo dei Canonici, i quali, tuttavia, visto il pessimo stato di conservazione dell’edificio, che minacciava completa rovina, si rifiutarono di accettare. A questo punto, la popolazione di Quinzano (a quel tempo comune autonomo), temendo che il santuario venisse chiuso al culto, a mezzo dei suoi rappresentanti comunali, con delibera consigliare del 15 aprile 1873, presentò istanza sia al Capitolo dei Canonici, sia al municipio di Verona, per subentrare nei diritti. L’atto di trasferimento si stipulò il 30 maggio 1878: San Rocco passò al municipio di Quinzano”.

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Il 17 febbraio 1927, Quinzano cessò di essere autonoma, diventando parte della “Grande Verona”. Così la chiesa ritornò al Municipio di Verona. Molto presto si passò a un nuovo restauro di San Rocco e qualcuno, basandosi solo su una foto, ha sostenuto che andrebbe rifatta a strisce bianche e rosse dato che circola una vecchia fotografia che la mostra in tale stato. Come per gli equini, ne esistono alcuni con livrea nera e bruna ed equini a strisce. Questi ultimi si chiamano zebre e non vanno confusi con i cavalli, per via d’una foto. Queste polemiche non hanno alcun senso perché la sovraintendenza di Verona, con carotaggi e rilievi, ha dimostrato che solo per un breve periodo la chiesa ha avuto tale caratteristica, completamente avulsa dalla tradizione veneta.

In Veneto non si trovano chiese con facciate a fasce bianche e nere (uno stile gotico-ligure o toscano). Lo stesso vale per l’eremo di San Rocchetto, anch’esso interamente costruito in pietra rustica locale e mattoni, privo di decorazioni a strisce.

E la vecchia cartolina che la mostra a strisce?

Quella cartolina è stata certamente il frutto di una decisione del locale parroco, che dipingendola a strisce (giallo ocra e rosso) intendeva renderla più attraente. La chiesa ha avuto questo aspetto per qualche decennio grazie al colore mescolato alla calce. Questo intervento imitava artificialmente la tipica alternanza bicolore (mattoni e tufo) del romanico ligure. Nei decenni successivi quell’intonaco a strisce dipinte prese a staccarsi e fu rimosso, riportando alla luce la pietra rustica e chiara a vista che possiamo osservare oggi.

La Giunta comunale di Verona ha approvato un importante progetto esecutivo di restauro delle facciate della Chiesa di San Rocco a Quinzano (grazie a una donazione privata) e quindi presto verrà riportata ai suoi splendori cinquecenteschi.

Dal 11 al 16 agosto vi si terrà la tradizionale sagra, che compie 547 anni. Tutti sono invitati a gustare un buon piatto di cucina tradizionale veronese e a rivolgere una preghiera al santo taumaturgo.