La ventilata esclusione di Andrea Pirlo dalla panchina della Nazionale di calcio per la sua collaborazione professionale con una società russa di scommesse, rappresenterebbe «un segnale inquietante del clima culturale che si sta affermando in Europa». Lo afferma il consigliere regionale veronese di Futuro Nazionale, Stefano Valdegamberi.

Sarebbe la conferma di una «deriva pericolosa» se la si collega a quanto accaduto negli ultimi anni nel mondo della cultura, dove artisti e musicisti russi sono stati discriminati. Ultima ma enorme per la sua gravità, Valdegamberi cita la decisione dell’Unione Europea di revocare i finanziamenti destinati alla Biennale di Venezia dopo la riammissione del padiglione russo, definendola «un grave errore politico e culturale». A suo avviso, la Biennale dovrebbe favorire il dialogo tra i popoli e non diventare uno strumento di «sanzioni ideologiche».

Deriva autoritaria molto pericolosa

Il consigliere ritiene che lo stesso meccanismo rischi di riproporsi nel calcio, sostenendo che la scelta del commissario tecnico della Nazionale dovrebbe basarsi esclusivamente su merito, esperienza e capacità, senza essere influenzata da campagne mediatiche o da rapporti professionali leciti.

Valdegamberi afferma anche che «le responsabilità degli Stati non possono trasformarsi in una colpa collettiva attribuita ad artisti, musicisti, sportivi o professionisti» e auspica che il Governo italiano dia «un forte segnale di discontinuità» rispetto a quella che definisce una deriva delle istituzioni europee. L’obiettivo, conclude, dovrebbe essere quello di difendere il merito, la libertà culturale e il pluralismo, respingendo ogni forma di discriminazione fondata sulla nazionalità o sull’appartenenza.