Pressi: «Rinviare l’intervento a fine stagione irrigua»

La prevista interruzione del flusso d’acqua verso la centrale Enel di Zevio rischia di avere pesanti ripercussioni sull’agricoltura del Veneto. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini, che chiede al gruppo energetico di posticipare i lavori programmati alla centrale fino al termine della stagione irrigua, per evitare conseguenze su oltre 349 mila ettari di terreni coltivati.

L’allarme arriva in un’estate già segnata dalla scarsità di precipitazioni, dalle falde ai minimi storici e dalle temperature elevate, condizioni che stanno mettendo sotto pressione acquedotti e canali irrigui in tutta la provincia di Verona.

Al centro della vicenda c’è il canale LEB (Lessinio Euganeo Berico), infrastruttura fondamentale per l’irrigazione di una vasta area agricola che interessa il Basso Veronese, il Vicentino e il Padovano. Nel Veronese il canale serve in particolare i territori di Legnago, Minerbe, Bonavigo, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Terrazzo, Nogara e Villa Bartolomea. Oltre alla funzione irrigua, il LEB garantisce il supporto alla rete idraulica secondaria nei comuni di Angiari, Cerea, Casaleone e fino a Bovolone, contribuendo anche alla vivificazione del fiume Fratta nel territorio di Cologna Veneta.

Il fermo del canale è legato ai lavori programmati da Enel sulla centrale elettrica di Zevio. Per consentire gli interventi, l’azienda ha comunicato alla Regione la necessità di interrompere completamente il flusso d’acqua verso l’impianto, con la conseguente messa a secco del canale LEB.

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Interrompere la possibilità di irrigare in tempo di emergenza siccità è un danno grave

«In termini pratici – spiega Pressi – questo significa interrompere totalmente gli approvvigionamenti idrici a uso agricolo per una parte consistente del Basso Veronese, del Vicentino e del Padovano già dal mese di settembre 2026, quando la stagione irrigua è ancora in corso e le aziende agricole sono nel pieno della loro attività».

Una prospettiva che, secondo il consigliere regionale, rischia di compromettere la produttività di un comparto strategico per l’economia agricola veneta, mettendo a rischio in particolare i secondi e terzi raccolti e le produzioni in serra.

Per questo Pressi ha presentato in Consiglio regionale la risoluzione n. 33, intitolata “Tutela della funzionalità del canale Lessinio Euganeo Berico (LEB), delle aziende agricole da esso servite e dell’ecosistema vivificato mediante tale infrastruttura”. Il documento chiede formalmente a Enel di avviare i lavori solo dopo la conclusione della stagione irrigua, indicativamente da ottobre inoltrato.

SICCITA

L’iniziativa arriva dopo che il gruppo energetico non ha accolto la richiesta di rinvio avanzata dal Consorzio LEB e dalle associazioni di categoria.

«Enel è un grande gruppo multinazionale che dispone di risorse economiche e capacità ingegneristiche tali da poter programmare i propri interventi senza compromettere i raccolti – conclude Pressi –. Gli agricoltori, invece, sono vincolati ai tempi della natura e non possono decidere quando interrompere la propria attività. È doveroso che Enel riconsideri la propria posizione, conciliando le esigenze industriali con quelle del settore primario. Su questo chiederò al Consiglio regionale di esprimersi in maniera compatta».