Gli over 65 concepiscono una casa diversa da quella dei 30/40enni

I criteri dell’abitare, i fattori che determinano la scelta di acquistare una casa sono destinati a cambiare a mano a mano che la popolazione invecchia. Quello che era maggioritario e determinate qualche decennio fa per una popolazione mediamente più giovane, oggi, ma soprattutto negli anni a venire sarà sostituito da altre esigenze legate a età ed abitudini di una società più vecchia.

Spiega l’arch. Paolo Padovani, titolare dell’agenzia veronese de l’immobiliare.com:  «ascensore, accessibilità, servizi e flessibilità degli spazi potrebbero pesare sempre di più nelle scelte immobiliari dei prossimi anni. Per molti anni abbiamo valutato una casa attraverso parametri consolidati: posizione, superficie, numero di camere, terrazzo, garage e stato di conservazione. Sono elementi destinati a restare centrali. Accanto a questi, però, stanno emergendo nuove esigenze perché sta cambiando la popolazione che quelle case dovrà abitarle». 

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La popolazione diventa sempre più vecchia

Ed a supporto della sua previsione fornisce i dati  .
In Italia vivono circa 14,8 milioni di persone over 65, il 25,1% della popolazione. Gli over 85 sono oltre 2,5 milioni. Entro il 2030 gli over 65 potrebbero arrivare al 27,2% nel 2050 al 34,5%.

E scende sul pratico.  « Se a 35/40 anni un appartamento al 3° piano senza ascensore può andar bene, con il passare del tempo può diventare un problema.
Sempre secondo l’Istat nel 2023 6,9 milioni di famiglie sono composte esclusivamente da over 65. Di queste 30,2% vive dal 2° piano in su in edifici privi di ascensore. Il che vuol dire che ascensore, accessi senza barriere, bagni adattabili e distribuzioni semplici possono quindi incidere sempre di più sull’attrattività futura di un immobile».

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«Lo stesso – osserva Padovani- vale per la vicinanza a negozi, farmacia, supermercato, mezzi pubblici e servizi sanitari può acquisire un valore crescente, perché consente di mantenere più a lungo autonomia e qualità della vita». 

E sta anche cambiando il concetto di posizione. «Un quartiere ben servito e facilmente percorribile a piedi può diventare più interessante di una zona che richiede l’automobile per ogni necessità. All’interno della casa acquistano peso la distribuzione degli ambienti, la luminosità, la facilità di movimento e la possibilità di adattare gli spazi nel tempo. Una buona casa dovrà sempre più essere capace di accompagnare diverse fasi della vita».

E non è detto che l’invecchiamento della popolazione concentri la domanda su abitazioni piccole. I dati raccontano una realtà più articolata. Il 46,5% delle famiglie composte soltanto da anziani vive oggi in abitazioni tra 60 e 99 metri quadrati, mentre il 31,2% occupa immobili tra 100 e 149 metri quadrati. 

L’83,6% delle famiglie composte esclusivamente da anziani vive in una casa di proprietà. Nel Nord-Est la percentuale raggiunge l’84,6%. Una parte consistente del patrimonio immobiliare italiano appartiene quindi a proprietari che nei prossimi anni potrebbero scegliere tra mantenere la propria abitazione, adattarla oppure orientarsi verso soluzioni più semplici da gestire.

La situazione a Verona

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Rispetto alla media nazionale Verona è un po’ più giovane: età media 46,2 anni contro una media italiana di 46,9.
L’indice di vecchiaia della provincia è però passato da 181,3 nel 2023 a 188,7 nel 2024: quasi 189 over 65 anni ogni 100 under 15. 

«Nel centro storico e nei quartieri consolidati, ascensore, accessibilità e vicinanza ai servizi possono assumere un peso crescente. Nelle zone periferiche – precisa Padovani-, collinari o rurali potrebbero contare maggiormente la necessità dell’automobile, la manutenzione degli spazi esterni e la presenza di più livelli abitativi. Anche una villa o un appartamento di grandi dimensioni può quindi essere valutato attraverso una domanda diversa: quanto sarà semplice continuare ad abitarlo negli anni?»

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E c’è da valutare anche l’aspetto psicologico. «Comprare una casa – conclude il titolare dell’agenzia l’immobiliare.com di via 4 Novembre- significa spesso immaginare la propria vita dentro quello spazio per molti anni. Per questo il mercato potrebbe progressivamente premiare immobili accessibili, adattabili, efficienti da gestire e inseriti in contesti capaci di garantire autonomia e qualità della vita. Gran parte delle case che verranno acquistate nel prossimo decennio appartiene a un patrimonio costruito per una società molto diversa da quella che lo abiterà in futuro. Il valore di una casa dipenderà sempre di più anche dalla sua capacità di invecchiare bene insieme a chi la abita».