Tosi: così si indebolisce la fiducia nella giustizia

«A Verona uno spacciatore di eroina pluripregiudicato e plurirecidivo viene colto in flagrante e arrestato, ma il giudice, anziché metterlo in carcere, gli concede i domiciliari. Chiedetevi poi perché gli italiani hanno scarsa fiducia nella magistratura». È quanto dichiara l’europarlamentare veronese Flavio Tosi, commentando l’esito del processo per direttissima che ha riguardato un tunisino, arrestato per spaccio di eroina a Verona.

Secondo Tosi, l’uomo, definito pluripregiudicato e plurirecidivo, avrebbe alle spalle numerosi precedenti, una rete consolidata di clienti e un’attività di spaccio accertata dalle indagini della Guardia di Finanza e dal pubblico ministero, che aveva chiesto la custodia in carcere.

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«Nonostante la lunga serie di precedenti e la conclamata pericolosità sociale di un pusher in piena attività – afferma Tosi– il giudice ha deciso di fargli scontare la misura comodamente a casa anziché in carcere. Questo comporterà anche l’impiego di una pattuglia per i controlli, sottraendo risorse al presidio del territorio e al contrasto della criminalità».

Lo spacciatore a casa, Roggero in galera

Tosi allarga poi il ragionamento al sistema giudiziario italiano, richiamando il caso del gioielliere Roggero: «In Italia funziona così: se sei un delinquente e spacci eroina in quantità ingente resti a casa; se sei il gioielliere Roggero e incorri in un eccesso di legittima difesa dopo l’ennesima rapina subita ti prendi 15 anni. Sia chiaro, Roggero ha ecceduto, ma vanno considerate anche le circostanze emotive e lo stato psicologico che lo hanno condizionato».