(di Francesca Romana Riello) Dal 7 al 27 settembre le gallerie dell’ex base Nato West Star si apriranno per la prima volta ai visitatori. Ad accoglierli sarà “West Star & Stone – Dalla roccia alla forma”, mostra dedicata alla pietra, alla scultura e al design che segna il debutto culturale del complesso militare nel percorso di recupero avviato dal Comune. Per decenni quei cunicoli sono stati uno dei luoghi simbolo della Guerra Fredda; oggi diventano uno spazio espositivo.
L’esposizione è stata presentata ieri nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero. Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della Provincia Flavio Pasini, il sindaco di Affi Marco Giacomo Sega, il sindaco di Sant’Ambrogio di Valpolicella Roberto Albino Zorzi, il presidente di Asmave – Consorzio Marmisti Veronesi Andrea Yachy Lavezzi, la curatrice Laura De Stefano e i rappresentanti degli enti coinvolti nel progetto.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Affi insieme ad Asmave e nasce con un obiettivo preciso: trasformare uno spazio costruito per scopi militari in un luogo aperto alla cultura, capace di raccontare insieme la storia del territorio e una delle sue attività economiche più rappresentative, quella della lavorazione della pietra.
West Star, la pietra entra nel bunker
Il percorso espositivo si svilupperà lungo circa 300 metri della galleria principale dell’ex base Nato: gli stessi ambienti che per anni hanno ospitato uno dei principali centri strategici dell’Alleanza Atlantica nel Nord Italia e che oggi saranno attraversati dai visitatori per scoprire un allestimento completamente diverso.
La prima parte della mostra ricostruisce la storia della West Star attraverso fotografie d’epoca, pannelli documentali e materiali d’archivio, ripercorrendo la costruzione del bunker, il suo ruolo durante la Guerra Fredda e la successiva dismissione.
Accanto al racconto storico trovano posto le opere contemporanee, in un dialogo continuo tra la roccia scavata per costruire il bunker e la pietra trasformata dagli artisti in scultura.
L’ultima sezione è dedicata al design lapideo, con oggetti e complementi d’arredo realizzati dalle aziende del settore, a testimonianza dell’evoluzione di una tradizione che dalla lavorazione artigianale è arrivata fino alla produzione contemporanea di alta qualità.
L’allestimento è stato progettato per valorizzare gli ambienti sotterranei, lasciando che siano le gallerie della West Star a diventare parte integrante del percorso espositivo.

Scultura, design e futuro del sito
La mostra riunisce i lavori degli scultori Sergio Capellini, Matteo Cavaioni, Gabriele Gottoli, Alessandro Guardini, Dario Marconi, Luciano Padovani e Oscar Sandri, affiancati dalle opere degli studenti della Scuola di formazione professionale San Zeno – Area Arte e Automazione del Marmo, della Scuola d’arte Paolo Brenzoni e dell’Accademia di Belle Arti di Verona.
Accanto alle opere artistiche sarà presente anche il contributo di numerose aziende del comparto marmifero veronese, chiamate a rappresentare l’innovazione e la qualità raggiunte da un settore che continua a essere uno dei simboli produttivi della provincia.
L’iniziativa arriva dopo il finanziamento statale da 7 milioni di euro destinato alla bonifica e alla futura musealizzazione della West Star ed è il primo passo concreto verso la restituzione dell’ex base alla collettività.
Il percorso di recupero è stato avviato dall’amministrazione comunale negli ultimi quattro anni e ha portato al riconoscimento dell’interesse culturale del complesso, aprendo la strada a una nuova stagione per un luogo rimasto a lungo inaccessibile.
La mostra sarà visitabile dal 7 al 27 settembre. Al mattino l’accesso sarà possibile su prenotazione, dalle 10 alle 13; nel pomeriggio dalle 16 alle 19, mentre sabato e domenica l’apertura sarà continuata dalle 10 alle 19.
Per tre settimane il pubblico potrà così entrare in un luogo rimasto a lungo inaccessibile, dove la memoria della Guerra Fredda incontra oggi la scultura, il design e uno dei comparti produttivi che più caratterizzano il territorio veronese.
