(di Francesca Romana Riello) Federfarma Verona e Al-Anon uniscono le forze per portare nelle farmacie della provincia le informazioni sui venti gruppi di sostegno per familiari e amici di persone con problemi di alcol, spesso coinvolti in una dipendenza che finisce per condizionare anche la loro vita.
Nelle farmacie aderenti a Federfarma saranno distribuite le informazioni sull’attività di Al-Anon, Associazione Gruppi familiari e amici di alcolisti, presente nel Veronese da oltre quarant’anni. Locandine, ledwall e monitor faranno conoscere le venti sedi attive in provincia, dove gli incontri si svolgono nel completo anonimato.
Non è necessario che sia la persona che beve a chiedere aiuto per prima. Mogli, mariti, genitori, fratelli, figli e amici possono rivolgersi autonomamente ai gruppi e cominciare un percorso proprio, mentre quello verso la sobrietà resta una scelta personale di chi ha una dipendenza.
«Prima di tutto si deve accettare la situazione e poi sapere che c’è speranza», spiega, mantenendo l’anonimato, la coordinatrice delle relazioni esterne dei Gruppi familiari Al-Anon. Riconoscere che in famiglia c’è una persona alcolista è il primo passaggio, ma spesso anche uno dei più difficili.
Quando l’alcol coinvolge tutta la famiglia
La dipendenza raramente rimane confinata a chi beve. Cambiano i rapporti in famiglia, gli equilibri e le abitudini di ogni giorno, e chi vive accanto a una persona alcolista può passare molto tempo a cercare di controllarne il comportamento, evitare le conseguenze del bere o capire come convincerla a smettere.
«La disperazione di chi si trova a vivere accanto ad un alcolista è paralizzante perché di solito non si sa cosa fare, come comportarsi, a chi chiedere aiuto», racconta la coordinatrice di Al-Anon.
Il lavoro dei gruppi parte dall’esperienza di chi quella situazione l’ha già attraversata. Non è necessario che la persona alcolista stia seguendo un percorso di recupero: familiari e amici possono chiedere sostegno indipendentemente dalle sue decisioni.
«I familiari essendo impotenti di fronte all’alcol non possono farcela da soli e devono, quindi, rivolgersi a chi ha già vissuto questa difficile esperienza per riprendere in mano la propria vita», sottolinea Al-Anon.
Una parte particolarmente delicata riguarda i figli, soprattutto quando sono minorenni. Sono loro a trovarsi talvolta dentro situazioni familiari segnate da forte disagio e, nei casi più gravi, da violenza, realtà che possono rimanere a lungo nascoste fuori dalle mura domestiche.
A loro è dedicato Alateen, il percorso rivolto ai giovani membri di Al-Anon, compresi gli adolescenti le cui vite sono state condizionate dal bere di un’altra persona. Il confronto avviene anche con ragazzi che hanno vissuto esperienze simili e che possono offrire un aiuto diretto ai coetanei.

Alcol, nelle farmacie un aiuto per le famiglie
La collaborazione con Federfarma nasce dalla necessità di portare queste informazioni fuori dai luoghi in cui normalmente si affrontano le dipendenze. La farmacia diventa così un punto facilmente raggiungibile, presente nei quartieri e nei paesi, dove trovare i riferimenti dell’associazione senza rinunciare alla discrezione.
«Siamo convinti che la collaborazione delle farmacie con la sezione veronese di Al-Anon sia funzionale alla diffusione capillare, ma discreta dell’attività svolta da questi gruppi di supporto in assoluto anonimato», spiega Martina Trittoni, segretario di Federfarma Verona.
Vergogna e paura del giudizio possono infatti diventare un ostacolo alla richiesta di aiuto e contribuire a lasciare sommerse situazioni familiari già difficili.
«Se è importante fare emergere situazioni patologiche, si deve anche aiutare concretamente familiari o amici di un paziente alcolista, che da soli non possono uscire dal tunnel della disperazione», prosegue Trittoni.
Il ruolo del farmacista non si limita alla dispensazione dei medicinali. Tra le sue funzioni c’è anche quella di educatore sanitario sul territorio e, in questo caso, può contribuire a far conoscere i gruppi di sostegno e a superare stigma e vergogna che ancora accompagnano la dipendenza da alcol e coinvolgono anche chi vive accanto alla persona che ne soffre.
Le informazioni saranno diffuse attraverso locandine, ledwall e monitor presenti nelle farmacie, con i riferimenti necessari per entrare in contatto con Al-Anon. L’obiettivo è dare al messaggio dell’associazione una diffusione capillare sul territorio, mantenendo allo stesso tempo l’anonimato su cui si basa l’attività dei gruppi.
Oltre 8 milioni di italiani a rischio
Dietro la campagna ci sono anche i numeri del consumo di alcol. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità presentati nel 2026, in Italia sono oltre 8 milioni le persone con consumi a rischio, un fenomeno che riguarda tutte le fasce d’età e desta particolare preoccupazione quando coinvolge i più giovani.
Il comunicato richiama l’abuso di alcol anche tra gli 11 e i 13 anni e la diffusione del binge drinking, l’assunzione di grandi quantità di alcolici in un periodo di tempo ristretto, concentrata soprattutto nei fine settimana.
Sul piano sanitario Federfarma ricorda anche il legame dell’alcol con patologie evitabili, tra cui cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e tumori. Ma l’iniziativa veronese guarda soprattutto a quello che accade intorno alla persona che beve e a chi si trova a vivere ogni giorno le conseguenze della sua dipendenza.
Per conoscere le sedi veronesi è possibile consultare il sito dell’associazione. Sono inoltre disponibili il numero verde 800 087 897 e il numero del distretto Al-Anon di Verona 345 533 6279.

