2000 anziani in lista d’attesa nel Veronese, circa 11 mila in Veneto. Noctua e Di.a.n.a: «Famiglie lasciate sole»
Migliaia di famiglie venete sono alle prese con liste d’attesa per l’ingresso nelle RSA senza sapere quando arriverà il proprio turno, quanti posti siano disponibili o a che punto sia la domanda. A denunciare la situazione sono le associazioni Di.a.n.a. e Noctua, da anni impegnate nella tutela delle persone non autosufficienti.
Sono circa 2 mila gli anziani in attesa nel Veronese. 11 mila in tutto il Veneto.
Il problema, spiegano le associazioni, riguarda anche l’accesso alla quota sanitaria. In Veneto la valutazione della non autosufficienza avviene attraverso la scheda SVaMA e dal punteggio assegnato dipende l’accesso al Registro Unico della Residenzialità e alla copertura pubblica della retta.
Nel 2025 le impegnative di residenzialità finanziate sono state 24.419, a fronte di circa 32 mila persone ospitate nelle strutture venete: oltre 7.500, quindi, hanno sostenuto direttamente e interamente il costo della permanenza.

Il punteggio che determina le liste d’attesa
Particolarmente significativo il dato relativo a Verona: nel 2025 il punteggio medio di chi ha ottenuto un’impegnativa è stato di 83,53 punti, contro una media regionale di 79,69. La soglia formale è fissata a 70 punti.
«Il problema non è soltanto la lista d’attesa – sottolineano Di.a.n.a. e Noctua – ma la mancanza di informazioni e di una reale presa in carico delle famiglie». Le associazioni raccolgono infatti numerose segnalazioni di anziani assistiti a domicilio da familiari ormai in difficoltà, persone costrette a ricorrere a strutture private e famiglie che non riescono a conoscere la propria posizione in graduatoria.
Per questo Noctua APS apre un canale di ascolto gratuito rivolto a chi attende da mesi una valutazione, ha ricevuto un punteggio senza comprenderne le motivazioni, sta pagando interamente una retta RSA o non riesce più a sostenere l’assistenza domiciliare di un familiare non autosufficiente.
Chi sono e che cosa fanno Noctua e Di.a..n.a. APS
Noctua è un’associazione di promozione sociale per la tutela dei diritti dei cittadini, con un’attività centrata sulla sanità pubblica (liste d’attesa, diritto alle cure, LEA) e sui diritti dei consumatori. Opera su tutto il territorio nazionale anche tramite il sistema di segnalazioni NOTTOLA. C.F. 93309080237 Isola Rizza (VR) — noctua-aps.it
L’Associazione Diritti Non Autosufficienti — Di.a.n.a. APS è un ente del terzo settore che opera a Verona dal 2017 nel volontariato dei diritti, a tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. Aderisce al Coordinamento nazionale Diritto alla Sanità per le persone malate non autosufficienti (CDSA). Attraverso il contatto diretto con persone e nuclei familiari in stato di bisogno ha conoscenza puntuale sia delle esigenze fondamentali dei cittadini più fragili, sia della quantità e della qualità delle prestazioni fornite — o negate — dagli enti pubblici e privati.
Il lavoro è quotidiano e diretto è l’ascolto delle famiglie, l’esame della singola posizione, l’assistenza nei rapporti con le aziende sanitarie.
Su questo terreno l’ufficio legale di Noctua APS ha ottenuto un risultato di rilievo nazionale: la pronuncia della Corte di cassazione del maggio 2026 quando ha accolto le ragioni di una famiglia assistita dall’avvocato Maria Luisa Tezza, del Foro di Verona, responsabile dell’ufficio legale di Noctua APS, respingendo il ricorso proposto dall’azienda sanitaria.
La Corte ha stabilito che, quando le prestazioni sanitarie non possono essere erogate se non congiuntamente all’assistenza alla persona, la prestazione va qualificata come sociosanitaria ad elevata integrazione sanitaria: l’intero costo del ricovero è a carico del Servizio sanitario nazionale, senza compartecipazione dell’assistito, dei familiari o degli eredi.
È una decisione che incide su una prassi consolidata da decenni e che riguarda, potenzialmente, migliaia di famiglie.
