L’Italia invece è appecoronata su Bruxelles

Gli italiani vivono sempre meno sicuri. Hanno paura a uscire alla sera, specie le donne. Omicidi, violenze, stupri, furti continuano ad aumentare. Tutto ciò è direttamente proporzionale al numero di immigrati presenti nel nostro paese. Lo sanno tutti. Anche se in omaggio al ‘politicamente corretto’ in pochi lo dicono.
Messi alle strette, governanti e autorità varie preposte alla sicurezza allargano le braccia e giustificano la loro inadeguatezza ad affrontare e risolvere il problema tirando in ballo l’Europa. E’ l’Ue che vuole così. Di più non possiamo fare.

Marco Rizzo: perchè l’Italia no?

«Non è vero» dice Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare

«Non è vero che l’Unione Europea ci può obbligare a fare le cose, pensate a cosa ha fatto Orban. L’Ungheria paga un milione di euro al giorno pur di non avere delinquenti e disperati nelle proprie strade, pur di non avere extracomunitari clandestini irregolari».

trump meloni orban
Orban e Meloni

E non ci si venga a dire che non ce lo possiamo permettere. Effettivamente se si mette sul piatto della bilancia quello che spendiamo per i danni causati dai delinquenti stranieri sia in termini umani che economici; quello che ci costano le forze dell’ordine necessarie a controllarli e reprimere i loro comportamenti illegali e criminali; quanto poi spendiamo in processi e per mantenerli nelle patrie galere, beh, è più che evidente che spendere un milione al giorno di multa all’Ue per non seguire le sue direttive ne vale la pena eccome!

Seguiamo l’esempio dell’Ungheria!

«Questo significa – continua Rizzo- che si può fare, qui in Italia non lo vogliono fare e non lo fanno da decenni infischiandosene dei diritti dei popoli e obbedendo a questa Europa matrigna e guerrafondaia. I popoli devono e possono essere liberi, come insegnava Charlie Kirk di cui presenterò la prima biografia in lingua italiana proprio a Roma il prossimo 13 dicembre, assieme all’autore Carmelo Frascati” lo ha detto il leader di DSP Marco Rizzo, presentando questa iniziativa editoriale».