Senza medici le Case di Comunità non possono partire

(p.d.) La riforma della medicina territoriale per andare avanti deve superare uno scoglio. O meglio, una montagna: l’opposizione dei medici di medicina generale, meglio noti come “di famiglia” o “di base”. Non ne vogliono sapere della proposta del “doppio canale” uscita dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, alla Conferenza delle Regioni.

E senza di loro, le Case di Comunità che sono il cuore della riforma, ovvero il presidio base sul territorio cui si dovrebbero rivolgere i cittadini per le prime cure, come una visita, una ricetta o la prescrizione di un esame, rimarrebbero un guscio vuoto.
Il dissenso delle loro principali organizzazioni, come la Fimmg, ma perfino dell’Ordine dei Medici è totale.

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Convenzionati o dipendenti

Di passare dal regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale a quello di dipendenza non ci pensano proprio. Ma non accettano nemmeno l’idea del “doppio canale”, cioè di scegliere se restare nel regime convenzionale o diventare dipendenti pubblici.

La principale obiezione è che la riforma distruggerebbe la figura medico di famiglia. E poi che verrebbe meno il rapporto fiduciario con i cittadini, sostituito da un modello impersonale.

La critiche hanno sicuramente un fondamento. Ma se l’alternativa è quella di mantenere lo status quo è decisamente improponibile di fronte alle mutate esigenze della società.

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Ma il medico di famiglia esiste ancora?

Ci si chiede: ma il medico di famiglia esiste ancora?
A parte il fatto che molti cittadini sono senza per “mancanza di medici”, possiamo dire che questa figura sia la stessa che per decenni ha fatto da perno alla sanità italiana?

La risposta se la può dare facilmente chi legge, chi ha avuto esperienza del vecchio “medico condotto” nei paesi o anche del famoso “medico della mutua”, rappresentato magistralmente da Alberto Sordi nel celeberrimo film.

E i medici mancano davvero?

A sbrogliare la matassa del rapporto ‘riforma/medici di medicina generale’ un’altra domanda: sarà vero che in Italia mancano i camici bianchi? Nel nostro paese il rapporto medico/abitanti è uno dei più alti in Europa. E allora perché si dice che mancano? Basta fare un giro per la città e leggere gli orari di ricevimento di quelli che una volta erano immidici di famiglia. Lì troverete la risposta.