“Siamo i figli di nessuno e siamo fierissimi di esserlo”

(o.a.) Il messaggio di Roberto Vannacci dall’assemblea costituente di Futuro Nazionale è chiaro: “Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo”.

Risponde così, indirettamente, al dibattito che si è aperto nel centrodestra circa la possibilità di allargare la coalizione a FN per le elezioni del 2027.

Il primo segnale: corriamo da soli

Il primo segnale politico che arriva dall’assise nazionale del partito all’Auditorium della Conciliazione a Roma, vicino a piazza San Pietro, è che il generale pensa di andare avanti da solo. O meglio, con i suoi 100 mila iscritti raccolti in qualche mese, i 1500 delegati dalle vari province, gli 8 parlamentari provenienti da Lega, FdI e FI che eleggeranno l’Assemblea Nazionale e un Esecutivo.

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Ad un anno dalle politiche Vannacci si tiene le mani libere

Alle politiche manca un anno. E quindi Vannacci si tiene le mani libere, prospettando una corsa solitaria, ben giustificata da precise motivazioni politiche sulla non condivisione di quanto fatto finora dall’esecutivo Meloni. E non potrebbe essere diversamente visto che il successo che ha è direttamente proporzionale alla delusione del popolo della destra sull’operato della maggioranza di governo.

Prima di sedersi al tavolo di un’eventuale trattativa è logico che il generale cerchi di pesare molto di più del 5% di cui lo accreditano tutti i sondaggi. E mancando ancora una anno non è da escludere che raggiunga percentuali tali da impensierire seriamente Meloni, Salvini e Tajani. 

Il voto”utile” come contromisura del centrodestra

Ed è proprio il leader di FI che ha già fatto vedere quella che sarà la contromisura della coalizione per spuntare le armi al generale: il voto “utile”. Tajani infatti ha già dichiarato che Futuro Nazionale è il miglior alleato della sinistra perché sottrae voti al centrodestra.

Un argomento abbastanza scontato che ricorda quando la Democrazia Cristiana invitava a non votare MSI per non disperdere voti e favorire così il PCI.

Ma i tempi di Don Camillo e Peppone sono ormai lontani. E se allora i comunisti “mangiavano i bambini” e facevano paura, oggi la sinistra del gay-pride e delle politiche green non fa più paura a nessuno.