(o.a.) Il Veneto e Verona in particolare stanno diventando uno dei laboratori politici più interessanti del nuovo corso di Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci.
I numeri raccontano una crescita che non può più essere liquidata come fenomeno passeggero. L’ultimo sondaggio Swg dell’11 maggio lo dà al 3,9% a livello nazionale. Oltre 40 mila iscritti in Italia con 915 comitati costituenti, di cui ben 120 in Veneto, la regione più attiva del Paese. Di questi, il 30% ben 36 sono veronesi. I tesserati a Verona, che pare essere la provincia dove FN è più forte, sono più di 1.200.

Perché Vannacci cresce

Dietro ai numeri c’è una spiegazione politica. La crescita di Vannacci si inserisce in un vuoto di leadership sempre più evidente. In Veneto, ma soprattutto a Verona. Le difficoltà della classe dirigente tradizionale appaiono ormai strutturali: pochi riferimenti autorevoli, partiti frammentati e una crescente distanza tra cittadini e politica. In questo scenario, il messaggio diretto, identitario e anti-establishment di Vannacci trova terreno fertile.

Soprattutto a Verona

Non è un caso che proprio Verona, città storicamente di destra, oggi veda tanti elettori e cittadini avvicinarsi a Futuro Nazionale, quasi come una rivalsa. Dove manca una guida riconosciuta, cresce chi promette decisione, ordine e appartenenza. La storia lo insegna. E come nella fisica i vuoti da sempre vengono colmati.
Ieri sera a Sommacampagna si sono incontrati i referenti dei comitati veronesi, assieme a Stefano Valdegamberi e Guido Giacometti, ulteriore passo verso l’assemblea costituente di FN prevista per il 12 e 13 giugno a Roma. Un appuntamento che servirà a trasformare il movimento in un vero partito strutturato.


Vannacci a San Martino Buon Albergo. 23