Alla fine il siluro dell’Europa è arrivato in laguna ed ha colpito Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale per aver concesso alla Russia di aprire il suo padiglione.
La Commissione europea ha revocato il finanziamento di 2 milioni di euro alla all’importante istituzione culturale veneziana. Lo ha comunicato la vicepresidente e commissaria per la Sovranità tecnologica Henna Virkunnen in un post sui social. “La Commissione raccomanda ufficialmente a Eacea (agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura) di terminare il finanziamento di 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia. Ciò fa seguito a una valutazione approfondita delle risposte della Biennale per giustificare la riapertura del padiglione della Russia”.

Biennale. L’Ue non tollera l’indipendenza della cultura
L’Unione Europea non l’ha fatta passare liscia a Buttafuoco, presidente dell’importante istituzione culturale veneziana di dimensione internazionale, per aver difeso il principio che l’arte e la cultura devono essere libere, svincolate dalle tensioni internazionali e non possono né devono soggiacere alla politica.
Sarà interessante vedere la reazione del ministro della Cultura Giuli e del governo che si definisce ‘sovranista’.
L’Europa è sempre più lontana.
Borchia solidale con Buttafuoco
Molto critico nei confronti della Commissione europea l’eurodeputato veronese e capodelegazione a Bruxelles della Lega Paolo Borchia:
«“La libertà delle scelte artistiche della Biennale vale molto più dei 2 milioni di euro che la Commissione europea raccomanda di tagliare. Se il prezzo per accedere ai finanziamenti europei diventa l’allineamento a criteri politici o ideologici, allora siamo di fronte a un abuso inaccettabile del potere finanziario da parte di Bruxelles”.
“Ancora una volta assistiamo alla pretesa di utilizzare i fondi come strumento di ricatto e pressione politica. È un atteggiamento becero e profondamente sbagliato nel metodo: le istituzioni europee non dovrebbero decidere quali scelte artistiche meritano sostegno e quali invece debbano essere penalizzate. Quando il finanziamento pubblico viene subordinato alla conformità ideologica, non si tutela la cultura, la si condiziona”.

“La cultura deve restare uno spazio di libertà, confronto e autonomia. La Commissione non può trasformarsi in un ministero europeo del pensiero corretto, né arrogarsi il diritto di distribuire premi e punizioni sulla base di criteri politici. La qualità e l’indipendenza delle manifestazioni artistiche non si misurano attraverso il grado di adesione alle sensibilità della burocrazia brussellese”.
“Ricordiamo inoltre che l’Italia è un contributore netto al bilancio dell’Unione europea: versa ogni anno più risorse di quante ne riceva. Per questo appare ancora più paradossale vedere Bruxelles utilizzare fondi alimentati anche dai contribuenti italiani per tentare di impartire lezioni ideologiche e condizionare realtà culturali di prestigio internazionale”.
“La Biennale risponde alla propria storia, alla propria missione culturale e alla propria autonomia, non alle preferenze politiche dei funzionari europei. L’Europa dovrebbe garantire pluralismo e libertà, non utilizzare il portafoglio come leva per orientare la produzione culturale. Questo modo di agire rappresenta una deriva preoccupante che va denunciata con forza», .

Anche il presidente della Regione Alberto Stefani solidarizza con Buttafuoco.
“L’Unione Europea è nata sulle macerie della 2ª guerra mondiale, con una missione: garantire la pace tra i popoli e favorire lo sviluppo economico e la prosperità. Non per imporre un pensiero unico, ma per difendere le libertà di tutti. Per questo trovo inaccettabile la censura imposta via social dalla vicepresidente della Commissione UE, Henna Virkkunen, dopo una stagione di attacchi senza precedenti all’autonomia di una delle istituzioni culturali più apprezzata del mondo e del paese che la ospita”.
E aggiunge: “La cultura ha sempre rappresentato uno spazio di dialogo, anche nei momenti più difficili della storia, e non dovrebbe subire ricatti o censure. Il rischio – insiste Stefani – è che passi il principio secondo cui per fare cultura serva una patente e, cosa ancora più pericolosa, che a darla sia un organismo non eletto direttamente dai cittadini”.
“Esprimo la mia solidarietà al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha il mio pieno sostegno – conclude -. L’Europa ritrovi lo spirito dei suoi padri fondatori e torni a essere protagonista nella costruzione della pace, della crescita economica e della coesione tra i popoli”.
