(di Francesca Romana Riello) Liberi di aiutare, una seconda possibilità passa dai cani: diventare dog sitter o educatore cinofilo per ricostruire, insieme al rapporto con un cane, anche la propria vita. È l’obiettivo di “Liberi di Aiutare”, il progetto rivolto ai ragazzi delle comunità terapeutiche e a chi sta affrontando un percorso di recupero, che verrà presentato venerdì 17 luglio alle 17 durante un open day al centro cinofilo Freedog, in località Lecché 1 a Villafranca di Verona. A promuoverlo sono l’associazione Liberi Liberi Art. 27, l’Ulss 9 Scaligera, Freedog, Opes Verona, la Ssd Intrepida 1938 e Progetto Serena Aps.

Il progetto prevede la formazione per lavorare come dog sitter ed educatori cinofili, unendo la preparazione professionale al lavoro quotidiano con gli animali. Costruire un rapporto con un cane richiede tempo e pazienza: per chi sta uscendo da una situazione difficile, imparare a rispettare quei tempi diventa parte dello stesso cammino di recupero.

Liberi di aiutare, una seconda possibilità che passa dai cani

Una seconda possibilità attraverso il lavoro

Cosa succede dopo un percorso terapeutico? È la domanda attorno a cui ruota il progetto: averlo concluso, da solo, non basta se poi mancano un lavoro e competenze da spendere.

La formazione cinofila prova a rispondere proprio a questo. Lavorare con un cane vuol dire imparare a osservarlo e a comprenderne i comportamenti, ma anche presentarsi ogni giorno e assumersi la responsabilità di un altro essere vivente. Dog sitter ed educatori cinofili sono ormai figure presenti nella quotidianità di molte famiglie: il progetto punta così a trasformare un’esperienza personale in una competenza professionale spendibile anche dopo la fine della formazione.

Durante l’open day di venerdì verranno presentate le attività svolte finora e il percorso previsto per i partecipanti, con alcune dimostrazioni pratiche con i cani e la possibilità di conoscere da vicino il lavoro degli operatori.

Liberi di aiutare, una seconda possibilità che passa dai cani

Liberi di aiutare guarda alla nuova sede

L’appuntamento di Villafranca sarà anche l’occasione per annunciare la nuova sede di “Liberi di Aiutare”: uno spazio dedicato alla formazione e alle attività di inclusione, che permetterà di allargare il progetto e coinvolgere altre persone.

Tra gli ospiti dell’open day ci sarà Massimo Zen, che dopo aver ricevuto la grazia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di dedicare parte del proprio impegno al reinserimento sociale e lavorativo di chi attraversa situazioni di fragilità.

Trovare un lavoro e recuperare fiducia restano, anche dopo la fine di un percorso terapeutico, tra i passaggi più complessi. “Liberi di Aiutare” lavora proprio su questo spazio intermedio, tra la conclusione di un percorso e l’inizio di una vita nuova, offrendo formazione e un mestiere da imparare.

In questo cammino i cani hanno un ruolo diretto: con loro si impara a comunicare senza troppe parole e a rispettare tempi che non sempre coincidono con i propri, costruendo una fiducia che non è mai automatica.

L’open day di venerdì servirà a raccontare quanto è stato fatto finora, ma anche quello che “Liberi di Aiutare” vuole diventare. Il prossimo passo partirà dalla nuova sede che sarà presentata nel corso dell’incontro, con l’obiettivo di aprire questa possibilità a un numero maggiore di persone.

Liberi di aiutare, una seconda possibilità che passa dai cani