Resistenze romane a venire incontro alle contingenti difficoltà economiche del Nord, locomotiva d’Italia

La locomotiva del Veneto ha rallentato paurosamente. Causa la guerra in Ucraina l’industria tedesca è entrata in crisi e questo ha avuto ripercussioni negative sul manifatturiero che, nonostante la proverbiale vitalità e capacità di adattamento, è in sofferenza. Di qui la proposta del presidente della Regione Stefani di utilizzare uno strumento già in funzione per il Sud: l’istituzione di una Zona Economica Speciale -ZESche aiuti a superare la contingenza internazionale negativo derivante dalla guerra e dalle scelte politiche che hanno portato ai rincari energetici che incidono pesantemente sul tessuto produttivo del Veneto. Anche in considerazione del fatto che il Veneto è incuneato fra due regioni a statuto speciale che godono di evidenti vantaggi competitivi.

Urso con Barbera e Ruzza

Urso, ministro delle Imprese. pare però avere altre intenzioni e pensa invece di proporre alla Conferenza delle Regioni a creazione di una Zona Logistica Speciale unica del Centro-Nord, cosa molto diversa che non raccoglie il senso della richiesta del Veneto.

RIGO GEN

Inaccettabili i veti dal Sud alla ZES

A sostegno della proposta di Stefani arriva il consigliere regionale veronese della Lega Filippo Rigo che denuncia le proteste e i veti sollevati dalle regioni del Sud contro l’ipotesi di istituire una ZES – al Nord. “Sono semplicemente vergognose e inaccettabili. Per decenni il Meridione ha incassato miliardi di euro di fondi pubblici in una logica puramente assistenzialista che non ha prodotto i risultati sperati. È ora di finirla con questo razzismo territoriale: il Nord merita rispetto e pari dignità per i suoi lavoratori e le sue imprese”.

“L’Italia cammina, produce e va avanti grazie alla forza propulsiva, al coraggio e al sacrificio delle imprese e delle aziende del Nord. Penalizzare o frenare il nostro tessuto produttivo, negandoci gli stessi strumenti di sviluppo concessi ad altre aree, significa tagliare le gambe all’intera economia nazionale. In tutti questi anni lo Svimez non ha creato un solo posto di lavoro, limitandosi a sfornare dati utili solo ad alimentare sterili polemiche e vittimismi di stampo meridionalista.

Per il bene dello stesso Meridione, che ha bisogno di una scossa di modernità e non di sussidi a pioggia, lo Svimez andrebbe chiuso per sempre. È un ente inutile che frena il cambiamento – prosegue  Rigo -. Rivolgiamo quindi un appello chiaro e perentorio al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso: non si faccia intimorire dai veti ideologici. Il Governo deve accelerare l’iter per la ZES al Nord e stanziare risorse economiche massicce e concrete. Sostenere chi produce non significa togliere a nessuno, ma investire sull’unico vero motore industriale del Paese”, conclude Rigo.