(Gianni Schicchi) Ế stata annunciata, nel foyer del Teatro Ristori, la nuova stagione de I Virtuosi Italiani che si svolgerà dall’11 ottobre al 6 maggio 2027, con la direzione artistica di Alberto Martini. Il 28° cartellone prenderà vita in due luoghi simbolo della cultura veronese, il Teatro Ristori e lo Spazio San Pietro in Monastero, per svilupparsi dall’eccellenza barocca alle sperimentazioni contemporanee, ribadendo quella vocazione all’innovazione e alla qualità artistica che, fin dalla fondazione nel 1989, pone l’ensemble veronese tra le formazioni più attive e stimate nel panorama musicale internazionale. 

Un percorso artistico di alto profilo che si snoderà attraverso 28 appuntamenti contraddistinti da una ricerca che attraverserà epoche, repertori e linguaggi differenti, dalla musica classica al jazz, mantenendo una grande attenzione ai giovani talenti e alle nuove generazioni di interpreti. 

Tra i protagonisti risaltano i nomi del grande violoncellista Mischa Maisky, dei pianisti Ramin Bahrami e Alexander Lonquich, del mandolinista Avi Avital, di Uri Caine, Uto Ughi, Paolo Fresu, Hawijch Elders, con il giovane violoncellista Ettore Pagano, il pianista Elia Cecino, il chitarrista Massimo Scattolin, Chong Park, Federico Mondelci, Mario Stefano Pietrodarchi, i direttori Corrado Rovaris, Pier Carlo Orizio, la pianista Martina Meola, Julian Kainrath, il Quartetto Golberg, il Quartetto Indaco e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali.

Anche quest’anno, accanto alla programmazione principale, ospitata al Teatro Ristori, si rinnova l’apprezzato ciclo dei Concerti della domenica – 6 matinée domenicali a San Pietro in Monastero (ore 11), nate per offrire un’esperienza d’ascolto suggestiva e informale, in un format che ha già riscosso grande successo nella scorsa stagione e i 6 concerti del ciclo I Lunedì Cameristici (ore 20.30 ancora in San Pietro in Monastero). 

Foto I Virtuosi Italiani 1

La nuova stagione de I Virtuosi Italiani – ha illustrato Alberto Martini, presenti l’assessore alla Cultura Marta Ugolini Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariveronanasce come un viaggio attraverso la memoria e l’innovazione. Un percorso dove la grande tradizione classica dialoga senza filtri con il jazz, il cinema, la danza e il contemporaneo.

Abbiamo voluto strutturare un cartellone che non fosse solo una successione di concerti, ma un’esperienza di scoperta: dai capolavori assoluti di Beethoven e Mozart, interpretati da leggende come Uto Ughi, Mischa Maisky e Alexander Lonquich, fino alle visioni rivoluzionarie di artisti come Uri Caine, Paolo Fresu e Avi Avital.

Particolare orgoglio riveste per noi lo spazio dedicato al talento emergente – dai giovani del Quartetto Goldberg a Martina Meola e Julian Kainrath – e ai progetti multidisciplinari come l’omaggio a Grazia Deledda, che testimoniano la nostra volontà di essere un laboratorio artistico vivo. Questa stagione è una celebrazione della bellezza che attraversa i secoli, pensata per emozionare, interrogare e soprattutto unire, il nostro pubblico nel segno di un lirismo senza confini”. 

Ế intervenuto anche Filippo Manfredi con: “La collaborazione con I Virtuosi Italiani rappresenta per Fondazione Cariverona un’importante occasione per promuovere un’offerta culturale di qualità, capace di coniugare tradizione, ricerca e apertura verso linguaggi diversi. La nuova stagione conferma il valore di un progetto artistico che porta a Verona interpreti di primo piano e, allo stesso tempo, avvicina alla musica pubblici differenti. Il Teatro Ristori e San Pietro in Monastero diventano così luoghi di incontro e partecipazione, nei quali la cultura contribuisce a rafforzare il legame con la comunità e a rendere il territorio sempre più vivo e attrattivo”.

Il concerto inaugurale dei Virtuosi Italiani il 22 ottobre al Ristori

Il cartellone principale sarà composto da 16 concerti, tutti con inizio alle ore 20.30, tra il Teatro Ristori, sede principale della rassegna, e lo Spazio San Pietro in Monastero. Il concerto inaugurale al Ristori (22 ottobre) è affidato al direttore Corrado Rovaris, alla guida de I Virtuosi Italiani, con il pianista Elia Cecino, vincitore del prestigioso Premio Iturbi di Valencia e del Concorso di New Orleans.

Intitolato “Il Destino e la Gloria” accosta lo slancio eroico del Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra di Beethoven con la sua Quinta Sinfonia. Un intenso omaggio al genio tedesco in vista del bicentenario della morte (ricorrerà nel 2027), che richiederà una prova di grande impegno per l’orchestra ed un’esperienza di profondo coinvolgimento emotivo per il pubblico. 

I concerti autunnali

Ad aprire i concerti autunnali saranno invece le due anteprime di stagione valide per il ciclo I Concerti della domenica: l’11.10 con Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e il Quintetto de I Virtuosi Italiani in “Immagini Sonore”, un viaggio nostalgico tra le melodie del cinema italiano e il tango argentino, uniti dal ponte ideale del Tango Trentino di Roberto Di Marino.

Il 18 ottobre sarà la volta del giovane Quintetto Metronome, formazione nata nel 2020 nell’ambito del Conservatorio di Castelfranco Veneto e composta da cinque interpreti under 24. Il programma valorizzerà l’energia e la ricchezza timbrica degli strumenti a fiato, attraverso un itinerario musicale che spazia dal Settecento di Haydn alle suggestioni ungheresi di Farkas e Ligeti, fino all’eleganza neoclassica di Ibert e Hindemith.

Il percorso dedicato ai grandi interpreti proseguirà il 12 novembre con un omaggio al lirismo dei Quintetti per pianoforte e archi di Schumann e Dvořák, affidato a un ensemble d’eccezione formato da Kyoko Takezawa e Alberto Martini al violino, Luca Ranieri alla viola, Wen-Sinn Yang al violoncello ed Edoardo Strabbioli al pianoforte. Il 19 novembre sarà la volta di una leggenda del violino: Uto Ughi, protagonista di “Note di un viaggio infinito”: un itinerario attraverso tre secoli di storia dello strumento, dal rigore di Bach allo scintillante virtuosismo di Saint-Saëns.

Il 10 dicembre il chitarrista Massimo Scattolin, affermato solista e primo chitarrista italiano titolare di una cattedra di master al Mozarteum di Salisburgo, proporrà un programma dedicato al “virtuosismo galante” della chitarra, tra il classicismo viennese di Haydn e il calore spagnoleggiante del Fandango di Boccherini. Il 17 novembre Federico Mondelci dirigeràil Concerto di Natale, in cui il sassofono si farà voce narrante di alcune tra le più celebri colonne sonore della storia del cinema, da Rota a Morricone.

La seconda parte della stagione

Nella seconda parte della stagione, il 28 gennaio Ramin Bahrami esplorerà la purezza e il legame tra Bach, di cui è uno dei massimi esperti mondiali, e Mozart. Un raffinato ritratto mozartiano sarà realizzato, inoltre, il 14 marzo dal pianista Alexander Lonquich, che del compositore di Salisburgo è uno dei massimi interpreti, affiancato dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Mentre il 25 febbraio Avi Avital mostrerà la natura trascendente del mandolino, spaziando dal barocco di Bach alla contemporaneità energica di Sollima.

I linguaggi trasversali

 La programmazione è arricchita da linguaggi trasversali, con progetti che sfidano i confini tra i generi. Due artisti d’eccezione arricchiranno il cartellone con sperimentazioni jazz: il pianista Uri Caine l’11 febbraio con “Variations – Jazz Lightning”, dove temi di Monteverdi, Brahms e Beethoven diventeranno materia viva e pulsante attraverso la lente dell’improvvisazione; e il 18 febbraio il flicorno  di Paolo Fresu, che dialogando con I Virtuosi Italiani, mostrerà il filo invisibile che lega l’armonia barocca alla libertà del jazz nel programma “Punto di fuga”.

Focus dedicatoBeethoven

Un focus speciale sarà dedicato a Beethoven, nel bicentenario dalla morte. Il percorso beethoveniano vedrà protagonista, il 25 ottobre, il Quartetto Goldberg, recentemente nominato “Young Artist of the Year”, impegnato nell’esecuzione di due opere appartenenti a momenti profondamente diversi della parabola creativa beethoveniana: la limpida architettura dell’op. 74 e l’abisso metafisico dell’op. 131. Spazio quindi all’esecuzione dell’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven affidate ad Alberto Martini (violino) e Chong Park (pianoforte) in programma per I Concerti del lunedì (1 e 8 febbraio).

L’11 febbraio quel geniale architetto che abbatte i confini tra il jazz, la musica classica e l’improvvisazione, dal nome Uri Caine, darà nuova vita alle Variazioni Diabelli di Beethoven, mentre il 25 marzo la pluripremiata violinista olandese Hawijch Elders celebrerà l’apoteosi del suono beethoveniana, accostando la purezza dell’iconico Concerto in re maggiore per violino e orchestra alla forza ritmica della Settima Sinfonia. Infine, il 26 aprile per i Concerti del lunedì, il pluripremiato Quartetto Indaco proporrà un confronto tra il vigore del primo dei quartetti beethoveniani l’op. 59 n° 1 e l’ultimo testamento cameristico beethoveniano, l’op. 135.

I nuovi talenti

L’attenzione e il sostegno rivolti alle nuove generazioni si concretizzano nella presenza in cartellone di alcuni tra i talenti più interessanti del panorama musicale contemporaneo. Il 6 novembre sarà protagonista il violinista Julian Kainrath, classe 2005. L’8 aprile sarà invece la volta di uno degli artisti più acclamati del momento: il violoncellista Ettore Pagano, classe 2003, insignito a soli 22 anni del prestigioso Premio Abbiati 2025 e nel maggio i quest’anno, del Primo Premio assoluto al Queen Elisabeth Competition di Bruxelles, una delle competizioni musicali più autorevoli al mondo. Il concerto vedrà la speciale collaborazione tra I Virtuosi Italiani e l’Accademia Musicale Chigiana di Siena.

A dirigere l’orchestra sarà infatti uno dei giovani talenti del Corso di alto perfezionamento in direzione d’orchestra dell’Accademia. Il 22 aprile, sotto la direzione di Pier Carlo Orizio, si esibirà la pianista Martina Meola, classe 2012, vincitrice a soli 13 anni del concorso Jeune Chopin. Il quadro delle collaborazioni dedicate ai giovani si completa con la sinergia avviata con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino per il concerto lirico del 19 aprile. 

Omaggio multidisciplinare a Grazia Deledda

Un progetto speciale sarà quello del 29 ottobre in cui andrà in scena uno speciale spettacolo multidisciplinare dedicato a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere, nel 1926, il Premio Nobel per la Letteratura, di cui ricorre il centenario, e prima donna a candidarsi nel 1909 al Parlamento italiano.

Prodotto dalla Mvula Sungani Physical Dance e interpretato dall’étoile Emanuela Bianchini e dal primo ballerino Damiano Grifoni, lo spettacolo intreccia danza, musica e parola per restituire la forza e la modernità di una figura emblematica della cultura e dell’emancipazione femminile. Un’opera che rievoca una rivoluzione tanto silenziosa quanto dirompente, sulle note delle canzoni di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, Franco Battiato e Renato Zero.

Il concerto conclusivo

Il concerto conclusivo della Stagione, in programma il 6 maggio, sarà affidato a Mischa Maisky, celebre per la straordinaria intensità e cantabilità del suo suono. Unico violoncellista ad aver studiato con Mstislav Rostropovich e Gregor Piatigorsky, Maisky porterà nel concerto “Il soffio dell’anima”, un programma intimo ed elegiaco, nel quale il violoncello, affiancato dall’Orchestra de I Virtuosi Italiani, acquista la forza espressiva della voce umana: dalla spiritualità del Kol Nidrei op. 47 di Max Bruch al lirismo struggente di Čajkovskij. 

Info, biglietti e abbonamenti – I biglietti saranno acquistabili sul sito https://ivirtuositaliani.vivaticket.it o in biglietteria, presso Piazzetta Ottolini 9 a Verona. Per info e costo biglietti e abbonamenti: www.ivirtuositaliani.eu.

“Ogni nuova stagione concertistica è una promessa che una città fa ai suoi cittadini e ai suoi visitatori: quella di continuare a coltivare bellezza, arte e qualità. I Virtuosi Italiani mantengono questa promessa da anni, portando Verona nel circuito internazionale della grande musica e valorizzando i giovani talenti”.

Dopo il successo dello scorso anno vengono riproposti i due nuovi abbonamenti flessibili, da 5 o 10 ingressi, validi per tutti gli spettacoli e per tutte le rassegne: Stagione Concertistica, I Concerti della Domenica e I Lunedì Cameristici. Si tratta degli abbonamenti Open con i quali è possibile costruire la propria personale agenda di spettacoli. Gli Open, superando la modalità del posto e della data fissa, permettono di scegliere trasversalmente alle serate e di risparmiare sull’acquisto del biglietto singolo. Si ha tempo fino a un’ora prima dell’inizio dello spettacolo per decidere quale opera vedere (salvo disponibilità dei posti).