Ordinanza del sindaco limita l’uso dell’acqua potabile

In seguito al protrarsi del caldo e della siccità, come già scritto nelle scorse settimane da L’Adige, in sintonia con le decisioni della Regione, il sindaco di Verona dispone quanto segue per preservare l’acqua potabile destinata all’uso umano.

Vietato l’uso dell’acqua se non per berla, per igiene e sanità

Dalle ore 6.00 alle ore 22.00 l’acqua potabile potrà essere utilizzata esclusivamente per fini potabili e igienico-sanitari: resta dunque vietato impiegarla per irrigare orti, giardini e prati ornamentali, lavare veicoli a motore al di fuori degli impianti autorizzati, pulire aree cortilizie e piazzali, riempire piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino. Nella fascia notturna, dalle 22.00 alle 6.00, sarà invece consentita anche l’irrigazione dell’orto e delle aree verdi, adottando ogni accorgimento utile a minimizzare i quantitativi impiegati, mentre restano confermati i divieti relativi al lavaggio privato di automobili, al riempimento di piscine, fontane e vasche, e a tutte le attività non strettamente necessarie al fabbisogno umano.

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Si prevede che vengano esclusi dai divieti per l’utilizzo dell’acqua i servizi pubblici di igiene urbana, le fontanelle pubbliche che consentono l’idratazione gratuita a cittadini e cittadine e turisti, le fontane a ricircolo e gli specchi d’acqua che ospitano flora e fauna protette.

Sono escluse dal divieto anche le attività iscritte alle categorie di appartenenza in agricoltura, floricoltura e zootecnia e le attività regolarmente autorizzate per le quali l’utilizzo di acqua potabile avvenga in conformità ai limiti previsti dalle autorizzazioni stesse.

Saranno adottate tutte le misure di minimizzazione dei consumi per l’innaffiamento dei campi sportivi in terra battuta, in manto erboso e misti e per l’irrigazione manuale delle fioriere in area pubblica”.

Multe per chi spreca l’oro blu

Per i trasgressori è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa di cui all’articolo 7-bis del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), che va da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro