(Antonella Traina) Da uno studio tecnico all’agricoltura biologica. E’ il passaggio che ha fatto, 20 anni fa, Laura Tinazzi. Perito agrario, residente a Montorio, dove si trova anche l’azienda che conduce, da sola, da venti anni. La passione per la terra ce l’ha nel Dna, l’ha ereditata dal padre, perito agrario anche lui, con il quale ha gestito per anni uno studio tecnico.

«E’ stato uno dei primi a diplomarsi in questa specializzazione nella provincia di Verona”.- spiega – “Lavorare con lui è stato molto formativo e interessante, ci occupavamo di gestire azienda altrui ma, arrivata ad un certo punto della vita, ho sentito il bisogno di essere in prima persona sul campo e di prendere in mano la conduzione della azienda di famiglia”».

Coltivatrice perché colpita dal “mal della terra”

«Il diploma l’ho preso quando le donne nella scuola erano si e no due sulla totalità degli studenti” – specifica -. “Sono stata colta dal “mal della terra” e il lavoro in ufficio non faceva più per me. Sentivo il bisogno di mettermi in gioco e di sperimentare tipi di agricoltura biologica, e di provare anche a coltivare cose diverse dal solito». E’ stato il 2001 l’anno della svolta. Quello dell’abbandono della libera professione e del lavoro sui campi come coltivatrice biologica.

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La sua è una produzione di nicchia, coltiva specie vegetali autoctone della Lessinia, mele e pere ad esempio, «sono molto resistenti alle malattie e non richiedono trattamenti particolari – spiega – e questo è un vantaggio anche per l’ambiente». Fra le più particolari ci sono diverse varietà di pero, il trentosso, il pero bergamotto, il festaro e il bianchetto. «E poi il melo decio, – “desso” in dialetto veronese – e il mel della rosa. Tutte varietà antiche recuperate da contadini e coltivatori della lessinia che ancora conservavano alcune di queste piante. “Ne ricaviamo marmellate, composte, confetture che vendiamo direttamente al pubblico».

L’azienda, che si chiama, Fondo dei Progni, è diversificata nella produzione. Oltre alla zona a frutteto c’è la parte a seminativo e una parte dove vengono prodotti iris usati sempre nella produzione di prodotti commestibili. Nel 2012 ha ottenuto un importante riconoscimento, una certificazione come azienda biologica Amica della biodiversità. «Produciamo non solo in modo sostenibie, ma favoriamo la biodiversitàe ponendo attenzione alla qualità dell’aria , della terra e del suolo».

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