Telecronista al seguito dei papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco
(Claudio Beccalossi) Se complicazioni di salute compromessa non l’avessero stroncato, mons. Guido Todeschini (anema e core di RadioPace e TelePace, Voce di chi non ha voce, benemerite emittenti cattoliche poi raggrumate nel Gruppo Radio TelePace), a lungo membro del Consiglio d’Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano, il 13 settembre 2026avrebbe compiuto rotondi 90 anni.
Un’altra data che lo riguarda sarà il prossimo 8 ottobre, ricorrenza del secondo anniversario della sua scomparsa, ad 88 anni d’età, nella Casa sacerdoti di Negrar, dopo alcuni giorni di degenza nel vicino Ospedale “Sacro Cuore Don Calabria”. Le sue solenni esequie sono state celebrate l’11 ottobre 2024 in duomo (cattedrale di Santa Maria Assunta o cattedrale di Santa Maria Matricolare), officiate da mons. Domenico Pompili (Roma, 21 maggio 1963, vescovo di Verona per volontà di papa Francesco del 2 luglio 2022, insediatosi il 1° ottobre seguente) e trasmesse in diretta da TelePace, con grande partecipazione di autorità, presbiteri e cittadini grati per la sua particolare opera evangelica e divulgativa.
Concluse le onoranze funebri, il feretro ha avuto sepoltura nel cimitero di Cerna (Sant’Anna d’Alfaedo), in una tomba semplice, con modesta croce in legno e foto senza cornice, a dimostrazione della volontà di un’inumazione povera.

Papa Wojtyła a don Guido: Maria sia Stella dell’Evangelizzazione!
Il camposanto si trova a poca distanza dagli studi storici di RadioPace e TelePace (in via Ragazzi della Pace1),accanto al Santuario Maria Stella dell’Evangelizzazione, sul colle della Pace. Atto concreto, quest’ultimo, dell’invito rivolto dal Santo Padre Giovanni Paolo II a mons. Guido Todeschini, nel febbraio 1992, al ritorno in aereo a Roma da un viaggio apostolico in Africa, di diffondere e venerare la Madre di Gesù quale “Stella dell’Evangelizzazione”.
Il santuario è stato consacrato il 5 luglio 2008 da mons. Giuseppe Zenti (San Martino Buon Albergo, 7 marzo 1947, vescovo di Verona su nomina dell’8 maggio 2007 di papa Benedetto XVI ed ingresso in diocesi il 30 giugno successivo) assieme all’allora Esarca di Gerusalemme, mons. Raphael Minassian e al rettor maggiore dei Salesiani, don Pascual Chavez.
La pittrice Dina Bellotti (Bernardina Bianca Bellotti, Alessandria, 2 ottobre 1912 – Roma, 29 agosto 2003) ha realizzato nel 1992 l’icona rappresentativa della Madonna “prima testimone dell’annuncio della salvezza e, quindi, custode e protettrice della nuova evangelizzazione”, connessa anche alla missione di RadioPace e TelePace.
Il dipinto, esposto alla devozione all’interno del santuario (dove sono conservati tanti ex voto e reliquie), è stato benedetto da papa Karol Józef Wojtyła nell’Udienza Generale del 21 ottobre 1992, nell’aula “Paolo VI” (od Aula delle Udienze Pontificie od ancora Aula “Nervi”, dal nome del suo progettista, Pier Luigi Nervi, Sondrio, 21 giugno 1891 – Roma, 9 gennaio 1979, ingegnere ed architetto). Il successore, papa Benedetto XVI, l’ha poi incoronata nell’udienza del 19 novembre 2008. Domina la valle sottostante dal piazzale del santuario la statua di San Giovanni Paolo II, realizzata dallo scultore Albino d’Alfaedo (pseudonimo di Albino Rossi).

Al seguito di ben tre pontefici in viaggi apostolici
I papi, appunto. Da telecronista per TelePace ha partecipato, dal 1985, a circa 140 viaggi apostolici (praticamente in tutti i continenti) di papa Giovanni Paolo II, proseguendo poi con i successori papa Benedetto XVI e papa Francesco (suo coetaneo). Venne nominato cappellano di Sua Santità nel 1990 e, per questo, fregiato del titolo di monsignore.
Ricordo e venerazione per la figura di mons. Todeschini non mancano mai nell’arco dell’anno, da parte di estimatori orfani anche della sua “Linea aperta”, colloquio con i telespettatori ed i mittenti di lettere sugli spunti più disparati.
Il prete innovatore, pioniere della comunicazione cattolica, sociale e culturale attraverso l’evoluzione tecnologica, nacque a Lavagno il 13 settembre 1936. Venne ordinato sacerdote nella chiesa parrocchiale di San Martino Buon Albergo, il 2 luglio 1961, da mons. Giuseppe Carraro (Mira Porte, Venezia, 26 giugno 1899 – Ospedale “Sacro Cuore Don Calabria” di Negrar, 30 dicembre 1980, nominato vescovo di Verona da papa Giovanni XXIII il 15 dicembre 1958 entrando in duomo, dove adesso riposa, il 18 gennaio 1959, venerabile dopo che papa Francesco, il 16 luglio 2015, autorizzò a promulgare il decreto sulle virtù eroiche del dapprima servo di Dio).
La biografia di mons. Carraro in un film
Sulla sua figura è stato realizzato, tra il 2017 ed il 2018, il film “Il piccolo vescovo” (prodotto da Thomas Toffoli, con soggetto e regia di Eddy Colucci) in cui sono stati inseriti vari momenti di colloquio tra il prelato e don Todeschini (interpretato da Claudio Beccalossi). Fu proprio mons. Carraro, infatti, ad assegnare a don Guido l’inedito compito di creare ex novo RadioPace, nel 1977, seguita da TelePace un paio d’anni dopo.

L’8 settembre 2017, nello spazio della Regione Veneto dell’Hotel Excelsior Venice Lido al Lido di Venezia, film e cast sono stati presentati nell’ambito degli eventi della 74^ Mostra internazionale d’arte cinematografica. Il 2 settembre 2018, nella stessa sede, in concomitanza con la 75^ Mostra Internazionale d’arte cinematografica, hanno avuto visione trailer e backstage. Infine, l’11 settembre 2021, ancora nelle competenze della Regione Veneto ed all’interno della 78^ Mostra internazionale d’arte cinematografica, sono stati premiati alcuni attori dell’opera biografica.
Reperibile su YouTube, “Il piccolo vescovo” è stato proposto al pubblico per la prima volta il 30 novembre 2019 presso la Casa pastorale “Giovanni Paolo II”, a San Massimo e trasmesso da TelePace il 30 dicembre 2019. Hanno interpretato il vescovo da giovane Christopher Edwards e da maturo vescovo il veronese Tiziano Zampini. Con la partecipazione speciale di Francesca Rettondini (attrice di cinema e televisione, legata a suo tempo al giornalista e conduttore televisivo Alberto Castagna, scomparso il 1° marzo 2005) nel ruolo della contessa Francesca Bevilacqua.
Accanto a condannati a morte negli Stati Uniti
Don Guido, all’inizio del suo sacerdozio, insegnò al Seminario minore di San Massimo e, contemporaneamente, collaborò nella parrocchia di San Giovanni Evangelista (in via del Quadrato, nel quartiere di Santa Lucia). Dopo fu assistente dei Fanciulli cattolici e, in correlazione con la sua attività, incaricato da mons. Carraro a coordinare i campi scuola estivi a Cerna, nella struttura battezzata “Casa Gioiosa” (sede del Centro diocesano di pastorale ragazzi del quale don Todeschini è stato direttore dal 1967 al 1995), diventata dapprima punto d’aggregazione di migliaia di bambini ed adolescenti della diocesi di Verona per campi estivi e ritiri spirituali e, poi, pure fulcro del nuovo mondo comunicativo cattolico.
Altre strutture e sale attrezzate per registrazioni e messe in onda di programmi radiotelevisivi sono a San Massimo, in via Bacilieri 1/a ed a Roma, in via del Mascherino 69. Don Guido contribuì alla realizzazione di TeleRadioPace a Chiavari (Genova) ed a Lodi mentre l’emittente scaligera di cui fu padre trasmette in diretta celebrazioni religiose ed eventi dal Santuario della Madonna di Fatima e da Gerusalemme.
Un aspetto poco conosciuto del sacerdote massmediale è la sua pastorale nelle carceri. Si recò in Texas (Stati Uniti) per assistere, nei loro ultimi momenti nel braccio della morte, condannati all’esecuzione capitale. Fu il riservato confessore in prigione di Marco Furlan (che, con Wolfgang Abel, venne condannato per 15 omicidi, 41 ferimenti ed incendi commessi tra il 1977 ed il 1984 sotto lo pseudonimo di gang Ludwig) e guida spirituale di Pietro Maso (il giovane che, nella notte tra il 17 ed il 18 aprile 1991, a Montecchia di Crosara, assieme a tre complici, assassinò i propri genitori, Antonio e Maria Rosa Tessari, per impossessarsi della sua parte d’eredità).
