(Antonella Traina) Si espande ben oltre i confini di Verona il Progetto RIscattiamoci che da Verona decolla anche per le città di Monza e Palermo. Martedì 20 ottobre nella sala consiliare della V Circoscrizione, Presenti Camillo Smacchia, dirigente Serd Verona, Enrico Santi, dirigente Udepe Verona, Stefano Grigoletti, presidente di AttiviAmo Verona e Nicola Ion, il presidente regionale Veneto di Liberi Liberi Art.27, hanno illustrato i risultati raggiunti, la continuità delle attività e le prospettive di sviluppo del progetto.
«’Riscattiamoci’ dimostra che prendersi cura della propria città può diventare uno strumento di crescita personale e collettiva. Le persone coinvolte in percorsi di recupero e reinserimento possono essere protagoniste attive della comunità, contribuendo con il proprio impegno al bene comune- spiega Camillo Smacchia.
Dopo la prima importante esperienza di fine agosto, che ha permesso di raccogliere 4 tonnellate di rifiuti in una sola mattinata nella zona sud di Verona, ‘Riscattiamoci’ non è più soltanto una giornata di volontariato, ma è diventato un appuntamento settimanale per i ragazzi delle Comunità terapeutiche che hanno scelto di continuare a partecipare».
La prima edizione si è svolta la scorsa estate, nella zona sud di Verona, dove in una sola mattinata sono state raccolte ben 4 tonnellate di rifiuti. Questa volta gli interventi di pulizia urbana riguarderanno una zona della Palazzina, via Ca’ di Mazzi. E si svolgerà sabato 24 Ottobre, dalle 9 alle 12.

«Un progetto nato da pochissimi mesi qui a Verona è diventato una realtà che sta avendo molto successo e che sta dando tantissime soddisfazioni -racconta Stefano Grigoletti – ora si sta cercando di portarlo anche in altre città».
Un percorso che unisce la cura dell’ambiente a nuove opportunità di riscatto, partecipazione e inclusione.
Nato dalla collaborazione tra AttiviAmo Verona, Liberi Liberi Art. 27, Progetto Serena, le Comunità terapeutiche, i richiedenti asilo di Cascina Clarabella e i ragazzi inviati da UDEPE Verona il progetto è cresciuto ben oltre le aspettative iniziali. «Un percorso che unisce la cura dell’ambiente a nuove opportunità di riscatto, partecipazione e inclusione» conclude Grigoletti.
