Il vino italiano come “vetrina straordinaria” del Made in Italy e comparto da sostenere con strumenti concreti, in un contesto internazionale complesso. È il messaggio arrivato oggi da Giorgia Meloni in visita ufficiale alla 58ª edizione di Vinitaly, ospitata a Veronafiere.
La premier ha definito il settore vitivinicolo italiano “una delle espressioni più straordinarie del Made in Italy”, sottolineando un fatturato annuo che si attesta intorno ai 14 miliardi di euro e la necessità di continuare a garantire sostegno alle imprese in una fase economica e geopolitica particolarmente delicata.

Nel suo intervento, Meloni ha ricordato le misure adottate dal Governo per il comparto agricolo, tra cui il rinnovo dello sconto sulle accise del gasolio e l’introduzione di un credito d’imposta per gli aumenti dei costi energetici, oltre al blocco degli incrementi del gasolio agricolo. Interventi pensati per garantire continuità produttiva e competitività alle aziende del settore primario.
Ampio spazio anche al contesto internazionale, con un riferimento diretto alla necessità di stabilizzare gli equilibri globali. In particolare, la premier ha indicato come prioritario il lavoro diplomatico per la riapertura dello Stretto di Hormuz, considerato snodo strategico per il transito di carburanti e fertilizzanti, elementi cruciali per l’agricoltura e la filiera del vino.
“Stiamo lavorando per dare risposte al settore – ha dichiarato – che va ringraziato per la capacità di resistere e reagire nonostante le difficoltà”. Meloni ha poi auspicato un comparto “resiliente”, consapevole del proprio valore e della propria centralità economica e culturale.
Meloni al Vinitaly per il 3° anno consecutivo
La visita alla manifestazione, giunta al 3° anno consecutivo per la presidente del Consiglio, è stata anche occasione per ribadire il ruolo del Governo come interlocutore stabile del comparto: “Siamo qui per riconoscere il valore del settore e camminare al suo fianco con tutti gli strumenti disponibili”.

Ad accogliere la premier, insieme alle principali autorità istituzionali, vi erano il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia (nota: figura istituzionale regionale), oltre al sindaco di Verona Damiano Tommasi e al presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini.
