Sindaci e amministratori locali provenienti da tutta Italia si sono riuniti davanti a Montecitorio per protestare contro la nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dal Governo. La mobilitazione nasce dal fatto che con la nuova riforma introdotta dal governo molti territori hanno perso lo status di “Comune montano, con conseguenze significative sul piano economico e sociale, con azzeramenti di finanziamenti, agevolazioni fiscali e contributi su territori già a rischio spopolamento per questioni più tecniche che reali.

Tra i partecipanti anche il sindaco di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Roberto Zorzi, che ha preso parte alla manifestazione insieme ad altri amministratori veneti, e italiani, per oltre un centinaio di manifestanti. Al centro della protesta vi è la revisione dei criteri stabiliti dalla cosiddetta “Legge della Montagna”, che ha modificato i parametri di assegnazione della classificazione.
Secondo gli amministratori locali, il nuovo sistema rischia di penalizzare numerosi territori che, pur non rientrando più nei requisiti previsti, continuano a presentare caratteristiche e problematiche tipiche delle aree montane. La perdita dello status comporterebbe infatti minori finanziamenti, agevolazioni fiscali ridotte e un indebolimento dei sostegni destinati alle comunità più fragili e soggette allo spopolamento.

«Non possiamo restare in silenzio davanti a decisioni che mettono a rischio le nostre comunità», ha dichiarato Zorzi durante la manifestazione. Il sindaco ha sottolineato come alcune frazioni collinari del territorio, tra cui San Giorgio di Valpolicella, tra l’altro inserito nei borghi più belli d’Italia, e Monte, abbiano registrato negli ultimi anni una crescita di residenti e un crescente interesse turistico, anche grazie agli interventi di riqualificazione urbana e ai servizi di prossimità.

Gli amministratori chiedono quindi una revisione dei criteri adottati dal Governo, affinché vengano considerate non solo altitudine e pendenze, ma anche le reali esigenze delle comunità locali. L’obiettivo è garantire continuità ai servizi essenziali e sostenere lo sviluppo dei piccoli centri, evitando il rischio di isolamento e declino economico.
La protesta di Roma rappresenta dunque un segnale forte da parte dei territori montani, che chiedono maggiore ascolto e strumenti adeguati per affrontare le sfide del futuro, a prescindere dall’appartenenza politica, perché il bene del territorio è di tutti.