Verona meglio della media nazionale e veneta grazie al lavoro di Acque Veronesi
Anche quest’estate, come negli ultimi anni, le autorità lanciano l’allarme siccità. Ma, come informa la CGIA di Mestre, il 42% dell’acqua potabile immessa nelle reti di distribuzione va disperso, pari a circa 157 litri al giorno per ogni italiano. Un fenomeno che, sulla base degli ultimi dati Istat disponibili (2022), genera un danno economico stimato in 9,8 miliardi di euro all’anno.
La CGIA denuncia il ritardo negli interventi di ammodernamento delle infrastrutture idriche, sottolineando come la situazione sia critica in tutto il Paese, con punte particolarmente elevate nel Mezzogiorno. Le principali cause delle dispersioni sono l’obsolescenza delle condotte, le rotture della rete, gli errori di misurazione dei contatori e gli allacci abusivi.

L’Italia è il paese europeo con il maggior consumo d’acqua
L’Italia è inoltre il Paese europeo con il maggiore prelievo di acqua, pari a 36,5 miliardi di metri cubi nel 2023. Quasi la metà della risorsa viene destinata all’agricoltura, seguita dagli usi civili, industriali e dalla produzione di energia.
A livello regionale, la situazione più critica si registra in Basilicata, dove si disperde il 65,5% dell’acqua immessa in rete, mentre Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Lombardia risultano le più virtuose. Tra i capoluoghi, Potenza guida la classifica delle perdite con il 71%, mentre Como è la città con la rete più efficiente.
A fronte di una media nazionale di 371 litri d’acqua pro capite immessi al giorno nella rete idrica, con 154 litri persi poi al 42,4% il Veneto ne immette 366, ne perde 154 pari al 42,2%.
Meglio Verona dove vengono immessi nella rete idrica 392 litri pro capite al giorno, ne vengono persi 137 pari al 34,9%. Un dato che sicuramente dev’essere migliorato, ma che dimostra come Acque Veronesi stia svolgendo un ottimo lavoro nell’efficiente delle risorse idriche e nella sostituzione delle tubature rotte.

La CGIA evidenzia infine come la crisi idrica stia colpendo sempre più anche le imprese, in particolare i settori ad alta intensità d’acqua come tessile, chimica, farmaceutica, ceramica e lavorazione dei metalli. Per questo l’associazione chiede un piano straordinario di investimenti per ridurre le perdite della rete e aumentare il recupero dell’acqua piovana, oggi fermo a circa il 10%, attraverso nuove infrastrutture e interventi strutturali.
