( Francesca Romana Riello) Disordini a Verona, confronto con scuole e famiglie: i disordini del 16 e 17 ottobre, il coinvolgimento di molti minorenni e il ruolo di famiglie e scuole sono stati al centro dell’incontro che si è svolto lunedì 26 ottobre in Prefettura a Verona. È previsto un confronto con i rappresentanti d’istituto e le associazioni studentesche, nel quale si parlerà anche di disagio giovanile.
Alla riunione hanno partecipato il prefetto Demetrio Martino, il questore Mauro La Matina, il sindaco Damiano Tommasi e gli assessori a sicurezza, politiche giovanili, servizi sociali ed educazione. L’incontro si è svolto in forma informale, al di fuori del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Le denunce dopo i disordini
Il 17 ottobre in centro storico erano stati rovesciati cassonetti e incendiati alcuni cestini, e si erano verificati altri danneggiamenti. Durante il Consiglio comunale del 22 ottobre era stato riferito che le persone identificate erano più di 60. Sei erano state denunciate, cinque delle quali minorenni.
Il coinvolgimento di ragazzi così giovani pone anche il problema delle conseguenze che gli atti commessi possono avere per loro e per le loro famiglie. Tra i temi affrontati in Prefettura c’è stato quello dei messaggi che circolano sui social e delle notizie false, che secondo Tommasi possono contribuire a spingere i ragazzi a partecipare a episodi di questo tipo.
Il sindaco ha sostenuto che i disordini non siano riconducibili alla questione migratoria, spiegando che molte delle famiglie coinvolte non hanno un background migratorio. Tra i giovani presenti in centro il 17 ottobre, secondo le cronache, c’erano però anche ragazzi di seconda generazione: un elemento che potrebbe essere utile approfondire per comprendere meglio il contesto in cui sono maturati gli episodi.

Il confronto con i ragazzi
Il dialogo con scuole e famiglie dovrebbe servire anche a informare i giovani sulle conseguenze dei loro comportamenti. «Spesso non si rendono conto della gravità di certi atti, della loro pericolosità e delle conseguenze che possono avere sul loro futuro», ha detto Tommasi all’uscita dalla Prefettura.
Il confronto con i rappresentanti d’istituto e le associazioni studentesche sarà seguito dall’assessore alle politiche giovanili Jacopo Buffolo.
Il sindaco ha ricordato anche le manifestazioni pacifiche degli studenti, osservando che le loro richieste rischiano di passare in secondo piano dopo i disordini. Un richiamo all’ascolto che resta però generale, mentre le questioni sollevate dai ragazzi sono precise: a Verona, venerdì 23 ottobre, studenti delle superiori e universitari sono scesi in piazza per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione, scuole sicure e sostegni contro il caro vita.
Gli episodi hanno avuto ripercussioni anche su residenti, turisti e commercianti: alcuni titolari di attività hanno dovuto adottare misure per proteggere i propri locali.
