E i gialloblù salutano la Serie A

Il Bentegodi saluta la Serie A nel peggiore dei modi. Nell’ultima giornata di campionato, domenica 24 maggio 2026, lHellas Verona cade davanti al proprio pubblico contro una Roma più cinica e organizzata, chiudendo una stagione travagliata con una sconfitta che certifica definitivamente il ritorno in Serie B.

La partita si apre con ritmi piuttosto bassi, ma è la Roma a prendere subito in mano il possesso del gioco. I giallorossi costruiscono con pazienza, cercando spazi tra le linee, mentre il Verona prova a rispondere affidandosi alle ripartenze e all’intensità del proprio centrocampo. Dopo alcuni tentativi iniziali, la squadra ospite trova il vantaggio nel primo tempo grazie a un’azione ben orchestrata che sorprende la retroguardia scaligera.

Il Verona accusa il colpo e fatica a reagire. Gli uomini di casa sembrano frenati più dalla tensione che dalla mancanza di volontà, e il pubblico del Bentegodi prova a spingere una squadra apparsa spesso smarrita nel corso della stagione. Nella ripresa arriva qualche segnale di orgoglio: un paio di accelerazioni offensive, qualche cross interessante e due occasioni che accendono brevemente la speranza. Troppo poco, però, per mettere davvero in difficoltà una Roma attenta e ordinata.

Gli ospiti amministrano il vantaggio con maturità, trovando anche il raddoppio nel finale e chiudendo definitivamente il match. Al triplice fischio, sugli spalti resta soprattutto il silenzio di una tifoseria delusa, consapevole di aver assistito all’epilogo di un campionato pieno di occasioni mancate.

Il Verona ha dato l’impressione di risvegliarsi soltanto nelle ultime settimane, quando la minaccia della retrocessione era ormai concreta. Una reazione tardiva che non è bastata a raddrizzare una stagione segnata da troppe prestazioni opache e da una continuità mai realmente trovata. Anche nella gara contro la Roma, a parte qualche sporadico slancio, la squadra è rimasta sotto tono, confermando purtroppo la posizione occupata in classifica.

Ora cala il sipario. La Serie B è realtà e serviranno riflessioni profonde per programmare il futuro. Verona dovrà ripartire dalle proprie basi, ritrovando identità, carattere e quella fame che troppo spesso, quest’anno, si è vista soltanto quando ormai era troppo tardi.

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