Stefano Valdegamberi responsabile del Nordest
(a.z.) A Verona nasce la casa del Triveneto di Futuro Nazionale e Roberto Vannacci alza il livello della sfida politica. Lunedì 25 maggio il generale ed europarlamentare ha inaugurato la sede del movimento. E’ la prima in tutto il nord Italia. Con lui il consigliere regionale e padrone di casa Stefano Valdegamberi e i vertici del nascente partito, in una giornata che ha avuto il sapore di una prova di forza organizzativa e politica nel Nord Est.
All’incontro erano presenti anche i futuristi della prima ora come Joe Formaggio, Fabiano Barbisan, e Luciano Sandonà, e la new entry Francesca Martini, ex sottosegretario in quota Lega ai tempi di Berlusconi, a testimonianza di un progetto che punta a radicarsi soprattutto in Veneto, considerato ormai uno dei territori più strategici del movimento.
Nel suo intervento, Vannacci ha rivendicato una crescita che definisce “impressionante”: oltre 64 mila tesserati già raggiunti e circa 1.500 nuove adesioni al giorno. Numeri che, secondo il generale, dimostrano come Futuro Nazionale stia intercettando una parte crescente dell’elettorato di destra in cerca di una proposta politica più identitaria e meno compromessa con gli attuali equilibri europei.
Con il Veneto e Verona che la fanno da padroni con una grande quantità di comitati e quasi 7.000 tesserati.

Ma è proprio sull’Europa che Vannacci ha affondato il colpo. Il leader del movimento ha criticato duramente il centrodestra di governo, accusandolo di votare troppo spesso insieme alla sinistra a Bruxelles. “Sull’80% dei dossier il centrodestra europeo finisce per convergere con la sinistra”, ha sottolineato, marcando così la volontà di costruire una forza politica alternativa e autonoma rispetto agli attuali schieramenti, senza paura, con coraggio, ma comunque aperta al dialogo con tutti i leader dì partito, lanciando così una stoccata a Marina Berlusconi che appunto non è in politica.
Il generale conferma che per il 2026 nessuna candidatura è ancora prevista ufficialmente, ma molti tesserati sono in corsa e hanno ottenuto ottimi risultati, come a Vigevano, dove il candidato di Futuro Nazionale ha preso il 14% da solo, superando la Lega.
Vannacci: a Verona Futuro Nazionale potrebbe correre da solo
Vannacci comunque non ha escluso una corsa autonoma a Verona nel 2027. “Non abbiamo paura di andare da soli”, è il concetto ribadito durante la giornata, lasciando intendere che Futuro Nazionale sta già lavorando per costruire una presenza elettorale stabile anche nei grandi comuni oltre che quella nazionale, dove oggi l’ultimo sondaggio l’ha attestato al 4,3%.
Dopo l’inaugurazione della sede a Verona, il generale si è spostato alla birreria Pedavena, dove il ha incontrato i sostenitori, con un’autentica prova di mobilitazione: oltre mille persone presenti nonostante fosse lunedì all’ora di pranzo. Un bagno di folla che ha confermato il forte entusiasmo della base e il peso crescente del Veneto e di Verona all’interno dell’organizzazione nazionale. Verona e il Veneto, infatti, vengono ormai indicati dai dirigenti del partito come territori ai vertici italiani per numero di iscritti, nuovi tesseramenti e comitati attivati.

Particolarmente soddisfatto Stefano Valdegamberi, sempre più punto di riferimento del movimento nel Nord Est. Il consigliere regionale del Veneto ha parlato di “un percorso politico che continua a crescere” e ha annunciato nuovi ingressi nel partito, compreso quello di un amministratore veronese, sindaco di un comune con oltre 15 mila abitanti.
L’impressione è ormai certa che Futuro Nazionale stia tentando di trasformare il consenso costruito attorno alla figura di Vannacci in una struttura politica vera, organizzata e radicata sul territorio. La crescita, almeno nei numeri e nella partecipazione, appare evidente.
La sfida, però, sarà un’altra: trasformare entusiasmo e mobilitazione in una classe dirigente credibile e in una futura squadra di governo. Perché per diventare forza politica stabile non bastano le piazze piene: servono uomini, amministratori e una visione capace di reggere alla prova del tempo e delle urne, che per il momento il generale e il suo colonnello Valdegamberi sembrano tenere saldamente dalla loro parte.
