Coldiretti, il 2022 è un’ottima annata per le produzioni scaligere di mele e pere

Annata con segno positivo per le produzioni veronesi di mele e pere che tornano a un livello regolare rispetto al 2021 segnato dalle gelate tardive. In crescita nella provincia di Verona del +47% le produzioni di mele a 172.457 tonnellate (in Veneto sono 215.571 tonnellate) e di + 580% le produzioni di pere a 21.025 tonnellate (45.708 tonnellate in Veneto). La nostra provincia registra un calo delle superfici coltivate a pere del -5% sul 2021.

Le stime di produzioni delle colture a livello locale ma anche nazionale ed europeo sono state diffuse durante l’incontro “Mele e pere 2022. Previsioni produttive e situazioni di mercato” organizzato da Coldiretti Verona in collaborazione con il Comune di Zevio al Parco della Rimembranza al Castello di Zevio, a cui hanno partecipato numerosi produttori e addetti al settore. Ad aprire l’incontro, moderato dal capo area ortofrutta di Coldiretti Verona Giorgio Girardi, è stato il Sindaco del Comune di Zevio Paola Conti. A seguire sono intervenutiil presidente Coldiretti sezione di Zevio Luca Dal Pezzo e il presidente dell’Associazione Assofrutta Veneto Stefano Faedo

Stefano Faedo ha aggiornato la platea sulle attività per il riconoscimento della denominazione IGP della mela a livello provinciale e interprovinciale. Un lavoro che si sta rivelando piuttosto intenso e con revisioni in corso d’opera ma che porterà benefici al territorio. Le certificazioni come il marchio IGP è considerata anche dai consumatori una garanzia di qualità dei prodotti alimentari. Inoltre, per l’imprenditore agricolo è un sistema che aiuta a promuovere il prodotto e a rinforzare il legame con il territorio.

Ad illustrare la situazione generale delle produzioni di mele e pere è intervenuta Elisa Macchi, direttrice del C.S.O di Ferrara. Riportando i dati di Assomela, Elisa Macchi ha illustrato le stime nazionali e locali con un accenno anche alla situazione europea. 

Per l’Italia si stima una produzione di mele totale di 2.150.221 di tonnellate, superiore del 5% rispetto a quella dello scorso anno. Per quanto riguarda le singole regioni, calano leggermente Alto Adige (-3%) e Trentino (-1%), mentre crescono tutte le altre regioni, tornando a livelli paragonabili a quelli degli anni passati. Segna un nuovo record la regione Piemonte, che continua a espandere la superficie a melo. La produzione biologica nel nostro paese fa segnare un nuovo record, sfiorando le 200mila tonnellate (+4% rispetto al 2021), pari a più del 9% dell’offerta totale. 

A livello europeo, le mele, da un punto di vista produttivo, saranno in aumento dell’1% rispetto alla scorsa stagione. Le tonnellate di raccolto previsto ammontano a 12.168.000, poco più di 100mila in più rispetto al consuntivo dello scorso anno.  A subire i cali maggiori l’Ungheria (-33%), la Spagna (-23%), Lituania (-22%) e il Portogallo (-20%). Tra i Paesi in cui invece aumenta la produzione aumenta ci sono Danimarca (+33%), Austria (+23%), Repubblica Ceca (+16%), Francia (+6%). Per l’Italia, la minore produzione in Spagna, potrebbe rappresentare una opportunità per continuare a consolidare la posizione su questo mercato.

Sul fronte delle pere, Elisa Macchi ha illustrato le previsioni per il 2022. La produzione nazionale si stima su 473.690 tonnellate, + 135% rispetto all’anno scorso ma in calo del -20% rispetto al 2020. Macchi ha sottolineato: “Dopo un’annata 2021 deficitaria, in cui l’impatto delle gelate era risultato disastroso tanto da portare la produzione sui livelli ai minimi storici, quest’anno la situazione appare nettamente migliore. Dopo una buona fioritura ed un’allegagione regolare, alcune varietà hanno subito una forte cascola che ha avuto impatti in alcune aree soprattutto sulla produzione degli impianti più giovani. L’andamento delle superfici produttive di pere continua ad essere negativo”. Le superfici in produzione pere Italia quest’anno sono in calo del -5% sul 2021 e di -1.400 ettari. In Veneto sono presenti oltre 2.200 ettari in produzione, in calo sul 2021 del -6%. Nella provincia veronese le superfici coltivate calano -5% rispetto all’anno precedente soprattutto per le varietà Conference, stabile William e quasi costante Abate Fetel. 

A livello europeo, le previsioni produttive del 2022 sono di 2.077.000 tonnellate di pere, +20% sul 2020.

Giorgio Girardi ha evidenziato: “Per quanto riguarda la qualità delle nostre produzioni locali di mele, si attendono calibri leggermente superiori dello scorso anno principalmente per effetto delle condizioni favorevoli in primavera che hanno influito positivamente sullo sviluppo cellulare. In considerazione delle alte temperature e della siccità, la raccolta sarà anticipata di circa una decina di giorni iniziando questa settimana con la varietà Gala”.

Nelle conclusioni, Alex Vantini ha detto: “Le prospettive per la prossima stagione sono positive dopo un 2021 che ha registrato danni elevatissimi da gelo. Il settore dovrà, tuttavia, essere preparato ad affrontarne diverse sfide, tra cui un aumento significativo dei costi che incidono sulla competitività del settore, cambiamenti climatici sempre più evidenti come la siccità di quest’anno, problemi logistici, inflazione e difficoltà a reperire i lavoratori stagionali, con l’obiettivo di aumentare i consumi grazie alla qualità dei prodotti di stagione. Per difendere il patrimonio ortofrutticolo veronese è necessario intervenire per contenere il caro energia e i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro. Occorre lavorare per accordi di filiera con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”.

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