Molti si sono rivolti ai consiglieri comunali dell’opposizione

(Antonella Traina) Molti abitanti di Veronetta hanno inviato mail, raccolto firme, chiesto incontri con l’assessore alla sicurezza Zivelonghi, con il comandante della Polizia municipale, Altamura. Sono stati ricevuti e ascoltati, ma non è cambiato nulla. Avevano chiesto la “zona rossa” ma l’hanno fatto al di là di Porta Vescovo, dov’è inutile.

Per legge l’ordine pubblico spetta allo Stato. Lo stabilisce l’articolo 117 della Costituzione, punto h.

Ma c’è un ma. Esiste il Tuel, il Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con il Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000. L’articolo 50 disciplina le competenze del Sindaco come capo dell’amministrazione locale, con poteri per emergenze sanitarie o igiene pubblica. L’articolo 54 invece regola le funzioni del Primo cittadino quale ufficiale del Governo in materia di sicurezza pubblica e incolumità. 

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E il sindaco ha il compito di occuparsi di sicurezza pubblica e pubblica sicurezza, di segnalare al Prefetto situazioni irregolari, di collaborare col Prefetto per risolvere le criticità. Può, anzi, deve, adottare “ordinanze contingibili e urgenti per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”, come, ad esempio, il degrado, la microcriminalità, lo spaccio di stupefacenti. 

Gli abitanti, non avendo risposte dall’amministrazione e non essendo stati ricevuti dal Prefetto si sono allora rivolti ai consiglieri dell’opposizione in Consiglio Comunale, Zavarise, Mariotti e Rossi.

Particolarmente attivo nel supportarli Nicolò Zavarise, Lega. Ha iniziato ad incontrarli, ha partecipato a riunioni e sollecitato incontri con i referenti in comune. 

A Veronetta – precisa- non c’è un problema di degrado urbano ma di criminalità strutturata che ne ha fatto una zona di spaccio, un vero e proprio hub per la droga, con acquirenti che vengono anche da altre città. Ho portato il problema in Consiglio ma non ho trovato attenzione. Nel 2023 sono state fatte operazioni di alto impatto, ma non basta. Il territorio va presidiato. Invece gli interventi vengono fatti a spot. Nel 2025 ho chiesto una commissione aperta, convocata direttamente a Veronetta, che coinvolgesse i cittadini, fuori dal palazzo visto che dentro sono inascoltati. Ma l’assessora alla sicurezza non ha dato seguito alla mia richiesta”.

Una zona particolare di Veronetta

Secondo i consiglieri di minoranza Veronetta, per la parte alta, quella attorno a piazza Santa Toscana con vie e vicoli limitrofi,  presenta delle caratteristiche particolari. Nel corso del tempo è diventata un punto di spaccio e di consumo per tutto il quartiere. 

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Alcuni residenti e negozianti riferiscono che gli spacciatori arrestati nella maxi retata del ‘23  sono di nuovo in circolazione. Sono stati visti proprio nelle ultime settimane in piena attività.

Gli abitanti si sentono abbandonati, osservano i consiglieri di minoranza. D’altro canto non si può pensare che per risolvere il problema basti la polizia locale, le cui funzioni non sono relative all’ordine pubblico e i cui agenti non sono formati per quel tipo di interventi. 

La soluzione? Per Zavarise serve un coordinamento fra le varie forze dell’ordine, vigili, polizia, finanza “come fatto nel 2023”

C’è bisogno di un controllo costante del territorio con agenti in divisa, che fungano da deterrente. Utili sarebbero anche gli impianti di video sorveglianza nelle zone più critiche e meno accessibili, come vicoli e stradine laterali. Ma soprattutto bisognerebbe colpire il centro di spaccio che ha reso il quartiere insicuro come è  oggi con negozianti che pensano di chiudere esercizi esistenti lì da anni o addirittura decenni”.

Anche Massimo Mariotti, capogruppo FdI, ha partecipato a numerose riunioni dei comitati di quartiere. 

“Dobbiamo premettere che il problema è nazionale – alza l’asticella Mariotti – ed è basato sulla poca certezza della pena. Chi delinque deve stare in carcere e il parlamento deve modificare le leggi che lasciano fuori dal carcere chi commette microcrimini”.

“A livello locale, durante la scorsa amministrazione, avevo fatto approvare un ordine del giorno che permetteva i manganelli per i vigili urbani di Verona e la creazione di vigili ausiliari che supportano le forze dell’ordine con pattugliamenti quotidiani. Si tratta di cittadini normali che aderiscono a questa struttura regionale e che esiste già in altre città italiane”.

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Per Paolo Rossi, Verona Domani, “è ora di smetterla di giocare allo scaricabarile. L’impegno di questa amministrazione sulla sicurezza non è mai arrivato ai cittadini”, non è mai stato portato in consiglio comunale. Prova ne è che non sono mai state convocate commissioni sul tema sicurezza, quando, invece, è compito del sindaco Tommasi sedersi al tavolo dell’ordine pubblico proprio in qualità di primo cittadino. Dovrebbe essere lui a chiedere adeguate risposte e misure da parte del prefetto”.

“Dobbiamo ringraziare la polizia locale – continua Rossi- per quanto fa e andrebbe adeguatamente sostenuta con assunzioni, equipaggiamento e coperture economiche per i turni serali. Sarebbe necessario inoltre, ripristinare i pattugliamenti anche mediante le forze armate che possono fungere da deterrente.

Del resto, in questa giunte, c’è una cultura antisecuritaria che vede con sospetto il compito che devono svolgere le forze dell’ordine e pertanto non ha la necessaria fermezza nel sostenere gli interventi necessari”